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Visioni successive – Lo spettacolo è servito

trans3In una nota sala del quartiere Prati in Roma per il biglietto della proiezione di Transformers 3 ho speso 11 (undici) ricchi euro. La cassiera sgarbata del bar interno ne ha pretesi 7,5 per una Coca Cola media e un bicchiere medio di gommose, senza regalare un sorriso ma essendo scontrosa con me e con una bella mamma che accompagnava il figlio alla proiezione (cioè se sei una che non è in grado di stare al contatto con il pubblico stattene nel retrobottega a contare i soldi come Zio Paperone).
A questo punto, e per quanto mi riguarda, se per vedere un giocattolo di due otre mezza non bastano 20 euro (ah dimenticavo, il prezzo aumentato del biglietto è giustificato dal 3D e dal dispiegamento di forze messe un campo per farsi restituire gli occhialetti per la visione) lo spettacolo sta nel conto in banca di Michael Bay e di tutti quelli come lui.
Quindi Michael Bay e gli amici suoi sono miliardari, ma cosa fa Michael Bay per meritarselo? Mette in scena alcune delle più grandiose scene di azione mai viste intervallate da alcuni dei dialoghi più tristi e insensati che si siano mai sentiti, recitati pessimamente nel caso di Rosie Huntington, recitato non senza un ghigno di declaratoria esaltazione pensando al conto in banca da John Malkovich e Frances McDormand. Proprio sentir dire a quest’ultima certe frasi su alieni, tecnologie aliene, alleanze aliene, battaglie aliene, cazzi alieni mi ha lasciato quantomeno amareggiato. Credo Frances se ne sia fatta una ragione pensando all’euro che anch’io ho depositato nel suo conto in banca però io ho perso rispetto per te e non basteranno quindici film con i Coen e due Oscar a non farmi pensare a quanto hai violato la tua dignità.
Bay decide di fare più casino possibile per creare così tanta confusione da non lasciar tempo e modo allo spettatore di riflettere a quanto sia stronzo e idiota quello che avviene sullo schermo. Così riscrive la storia moderna dell’America, infilando la guerra civile tra Autobot e Decepticon dietro lo sbarco sulla Luna e il disastro di Chernobyl. Disintegra Chicago come punizione divina per essere la città di Obama. La prima cosa fanno i suoi eroi è rompere il culo agli iraniani. Mostra un’opulenza da impero a tratti irritante. Mostra inquadrature testosteroniche della sua eroina (tanto bona quanto cagna, quindi è bona all’ennesima potenza). Le cose da salvare sono l’orientale de Una notte da leoni; la tanta ironia (come quando la mamma di Shia LaBeouf rimprovera il figlio per essersi fatto scappare Megan Fox e si domanda come abbia fatto quell’idiota di suo figlio a rimediarne una quasi meglio, e la risposta è “hai un coso così” accompagnato da gesto della mano); la distruzione di Chicago è figa come tutta l’azione. Però basta con questi rallenti del cazzo che emozionano solo le vecchiette che attaccano bottone all’edicolante perchè si sentono sole.
 
La citazione (sentite che cazzata)
“Devi stare dalla parte del progresso se vuoi far parte della storia”

 

2**

Ragazzi, state commettendo un grosso sbaglio.

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