Vai al contenuto

Serial&Co(cci) – V

visitors 1

La serie V – remake di V-Visitors andata in onda negli anni Ottanta – fa cagare. Vogliamo essere chiari noi di Serial&Co(cci). Però ci siamo guardati tutte e due le stagioni fin qui trasmesse. Perchè? Proverò a spiegarlo.
 
Premessa
V è un remake (o reboot? Ma chi ce capisce gnente) di una gloriosa serie degli anni Ottanta. Sarà che ero piccolo ma V-Visitors mi tenne incollato alla televisione e, sarà che ero piccolo, vivevo per arrivare alla puntata successiva. La prima stagione era bellissima la seconda perse un po’. Poi, da grande appassionato da sci-fi, dopo la fine di Battlestar Galactica non volevo perdermi la nuova serie di fantascienza.
 
Svolgimento
Così mi sono messo con entusiasmo a vedere questo V, prodotto dagli sceneggiatori di 4400. lL vicende si svolgono ai giorni nostri. 29 astronavi aliene compaiono nei cieli di altrettante grandi capitali del mondo. I visitatori hanno sembianze umane e promettono sviluppo, speranza, pace e cure contro le malattie. In cambio sembrano chiedere poco e niente. Grazie a un accurato controllo dei media, i visitatori godono immediatamente di un’ottima accoglienza, solo pochi diffidano della loro generosità. Tra questi, l’agente dell’FBI Erica Evans e il sacerdote Jack Landry. Presto si scopre che i visitatori sono sulla Terra da decenni e compiono degli esperimenti sull’uomo.
I problemi della serie sono diversi: effetti speciali con tanta buona volontà ma sono evidentemente finti e poco realistici; una storia poco efficace e che viene sviluppata su binari ingenui e poco affascinanti. Infatti, se la serie originaria era pura lotta per la sopravvivenza del genere umano e  lotta contro gli alieni, una sorta di “resistenza” contro gli invasori, qui si è centrato di trovare tante sfumature: il ruolo dei media nel creare un consenso e l’impatto sulle menti più fragili, come i giovani; l’effetto sulle famiglie; il ruolo delle istituzioni ecclesiastiche e il rapporto con le credenze religiose; la brama dei visitatori di scoprire cosa sia l’anima umana e la volontà di estirparla perchè di intralcio ai loro fini. Sono tutte sotto-trame che appesantiscono la storia a scapito dell’azione, senza contare che alcuni di questi momenti sono risibili (come il comandante supremo Anna che sovrintende alle torture degli umani e ringhia “devo estirpare l’anima”… maddai). E di fatti, verso  la fine della seconda stagione, la lotta si fa più serrata e i temi sembrano coagularsi intorno a pochi elementi forti (rapporto madre-figlio/a, la resistenza armata), qui V recupera un po' di terreno.
Infine la storia, soprattutto nella prima stagione, vive su un presupposto che francamente ostacola la sospensione dell’incredulità: quattro sfigati che devono contrastare un’armata di alieni senza contare il collaborazionismo delle autorità preposte.
 
Ma allora perchè lo guardi?
Per la figa. Erica Evans è interpretata da Elizabeth Mitchell, la Juliet di Lost, il prototipo della MILF. Morena Baccarin è l’attrice brasiliana che interpreta Anna, la regina dei visitatori capace di controllarli grazie al potere della beatitudine; guardando il suo volto ellenico e soprattutto il suo sedere abbondante ma rotondo, capiamo perfettamente di quale tipo di beatitudine si tratti. La meglio figa è Laura Vandervoort, Lisa, figlia di Anna, attrice canadese che da due anni alimenta i nostri sogni bagnati: bionda, occhi chiari, fisico da sballo, è bella da star male.
Ecco un contributo dalla regia

vandervoort
 
Solo per questo motivo?
Sì, il motivo è solo questo. Forse una segnalazione merita il cast, nel suo complesso, ben affiatato anche se sottoposto a sequenze di effetti speciali che stentano ad essere efficaci. Poi ci sono i contributi di attori che arrivano direttamente dalla serie originale come Jane Badler (Diana, la cui scena mentre mangia un topolino ha segnato gli anni Ottanta televisivi) che interpreta la madre di Anna, regina deposta dei visitatori, e Mike Singer (Mike Donovan).
Poi ci sono le lucertole, le astronavi… però se avete amato V-Visitors,
mancano tanti elementi che ne costituirono il fascino anche per una precisa scelta di produttori e sceneggiatori che hanno decisamente puntato sul creare un qualcosa di completamente nuovo. Anche se poco interessante.
 
Conclusioni
Finchè c’è Laura Vandervoort io continuo a guardarla. Devo riuscire a convincere mia moglie però…

One thought on “Serial&Co(cci) – V Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: