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Burn after reading, gli idioti dei fratelli Coen

la-locandina-di-burn-after-reading-80055burn after reading“Chissà perché stasera Burn After Reading ha richiamato tanti tamarri al cinema… C’è uno che parla siciliano, con la camicia aperta fino all’ombelico e un dente di tigre d’argento appeso al collo che sembra Leonidas in “300”, e dice alle due tipe che stanno con lui “non scassatemi la minchia e fatemi sedere in mezzo”. Per inciso, sta con due che a) una volta forse erano bone, b) forse credevano una volta di essere bone, c) sono convinte che diventano bone tinte bionde e con tanto trucco. Accanto a me c’è uno che ride sguaiatamente per qualsiasi cosa veda sullo schermo, anche alla pubblicità della Qashqai, perchè un amico suo l’ha comprata e “ce s’è sfragnato sulla A14”. Alle mie spalle una bora uscita da una trasmissione della De Filippi appende la borsa al mio poggiatesta, cosicché la fibbia mi graffia il cuoio capelluto, fino a quando non gli chiedo “è sua questa borsa? La toglie cortesemente?” ma con il tono della serie “brutta cafona vuoi fare a botte?” mentre lei mastica gomma facendomi vedere il piloro. Sta con uno con il capello alla Vaporidis, giacca grigia, jeans, camicia bianca da matrimonio e gemelli ai polsini, che alla biglietteria ha chiesto “due per burn aftere readinghe”, sì, proprio così come l’ho scritto. Forse è colpa della sala… devo smetterla di venire al Warner Village Parco de Medici… ma cosa posso farci? è vicino casa, il parcheggio si trova subito… forse è quello, il parcheggio… tutti i bori con la Peugeot 207 blu vengono qui per non farsi rigare il paraurti nei viottoli del centro in cui sei costretto a lasciare l’automobile se vai al Fiamma (il loro cinema preferito per motivi ideologici). Poi ci sono quelli con le Golf GT ultra spoilerate e modificate, che si divertono a superare contromano nel rettifilo che porta al cinema. Come fai a togliergli questo piccolo divertimento quando sono stati costretti a venire al cinema dalla donna che ha sentito dal parrucchiere che quello dei Coen è un film importante e l’ha costretto ad andarlo a vedere, per poter poi ripetere alle amiche quello che ha letto su Anna o Vanity Fair? O forse sono Brad Pitt e George Clooney? Forse è colpa loro… però Pitt con i capelli alla Chris Waddle – quello che nelle radiocronache di Italia ’90 la Gialappas chiamava “scopettone del cesso” – è veramente divertente, sarà forse che fare il beota gli viene naturale… Clooney, invece, gigioneggia un po’, vuole far vedere quanto è fico colla barba da pensatore un po’ problematico… eh, però divertenti queste trovate… il far credere di essere di fronte ad uno spy movie e far finire tutto in macchietta… come in tutti i film dei Coen c’è il malloppo, ci sono le aspirazioni (sciocche) degli individui di migliorare la propria esistenza, che si risolvono tutte in una fine tragica ma comunque risibile… una tragedia alla quale non è possibile non ridere non perché non sia tragica ma perché in fondo stiamo parlando di sciocchi, di stupidi, di persone che si credono spie perché hanno visto “Mission Impossible”, che cercano il partner ideale su internet, che si pensano scrittori senza aver mai scritto niente di più che un’email, donne terrificanti fin dal taglio dei capelli che fanno le pediatre e terrorizzano i loro piccoli pazienti, ma a letto dopo il sesso esclamano con tono marziale di credere nell’amore. Bello questo affresco sullo schermo dell’idiozia umana… poi però ti guardi intorno e capisci che il mondo reale non è poi tanto differente. Rabbrividisco, pensando che alla fine mi piacerebbe fare come JK Simmons e spedire il siciliano in Venezuela a scavare fango dopo un terremoto, far sparire corpo e macchina del coatto in Golf e liberare dagli ultimatum della moda le femmine troppo truccate… purtroppo la vita non è un film e non basta inventarsi un deus ex machina per risolvere tutto. Forse è per questo che il cinema è meglio della vita, a volte, anche se è necessario sforzarsi di far assomigliare l’arte alla vita senza cercare facili scorciatoie poco creative, tanto per liberarci dei casini della sceneggiatura”.

in bruges**½Non sei andato malissimo ma neanche troppo bene… come il Tottenham
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6 pensieri riguardo “Burn after reading, gli idioti dei fratelli Coen Lascia un commento

  1. Wow! E io che pensavo di stare messa male con la gente che incontro al cinema. Tutto sommato dopo quello che ho letto qui, non mi lamento poi tanto, anche se a volte certi tipi pure dalle mie parti…

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  2. di quelli con la peugeot 206 che ne pensi?
    cmq, se il tuo racconto si sposta al wv di Firenze o, peggio, al vis di campi bisenzio (FI), la fauna che racconti c’è tutta… il fim ti dirò, mi aspettavo meglio….brad pitt palestrato e scemo però è da sbellicarsi dalle risate.
    Hai notato che ultimamente la swinton fa solo parti da stronza in carriera?

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