Oscar 2026: la notte in cui Hollywood ha smesso di fare la timida (e PTA si è preso tutto)
Hollywood ha deciso di mettere un timbro ufficiale su una certezza: Paul Thomas Anderson è uno dei registi più importanti del nostro tempo
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Hollywood ha deciso di mettere un timbro ufficiale su una certezza: Paul Thomas Anderson è uno dei registi più importanti del nostro tempo
Che gli Oscar siano cambiati è un dato di fatto tanto che Anora non è il primo film premiato negli ultimi anni in un festival europeo a conquistare la statuetta del miglior film (Nomadland, La Forma dell’Acqua per dire i primi due che mi vengono in mente).
Siamo nell’estate del 1983, lo studente universitario Oliver (Armie Hammer) è ospite nella casa di campagna del professore Perlman (Michael Stuhlbarg) per trascorrere le vacanze. Qui conosce il figlio del professore, Elio (Timothee Chalamet), ragazzo schivo, già notevole pianista malgrado abbia appena 17 anni. All’inizio tra i due c’è attrito, la rudezza yankee di Oliver mal si incontra con l’educata timidezza di Elio, ma si capisce subito che si tratta di tensione sessuale. Rincorrendosi tra sottintesi, passeggiate in bicicletta, bagni negli stagni, tra i due nasce qualcosa.
Dieci anni dopo Il petroliere, Paul Thomas Anderson e Daniel Day-Lewis tornano a lavorare insieme. Sono infatti iniziate le riprese del nuovo film di Anderson con protagonista l’attore tre … Continua la lettura di Iniziate le riprese del film con cui Daniel Day Lewis vincerà il quarto Oscar (o almeno avrà una nomination)
Sto guardando l’Oscar come Miglior film 2013. Lo sto vedendo da 20 minuti e le mie palle sono rotate a terra già tre volte… 12 anni schiavo di Steve McQueen … Continua la lettura di Visioni successive/12 anni schifo e 135 minuti con due palle così
La questione che mi ha spinto alla visione di Dallas Buyers Club è stata: “Matthew McConaughey è stato davvero più bravo di Leo DiCaprio? Si è meritato questo Premio Oscar?”. … Continua la lettura di Visioni successive/Quel succhiacazzi di Rock Hudson – Dallas Buyers Club
Quando il Charlton “Taylor” Heston del futuro entrerà nei cenotafi della nostra cultura ormai morta e sepolta, vorrei potesse trovare un vecchio dvd o blu ray di Searching for Sugar Man in modo da poter far vedere ai figli e nipoti dei nostri figli e nipoti, tra 400 anni o giù di lì, che la società consumistica del XX secolo fu in grado di elaborare qualcosa di altro rispetto alla corsa alla fama e il successo, che il talento riusciva a valicare i limiti posti dai media e dal muro invisibile rappresentato dalla ristrettezza di vedute.
Alexander Payne è un regista e sceneggiatore col ciuffo elegantemente imbiancato dal tempo e dallo stress di tutti quei pranzi macrobiologici vicino al Chinese Theatre sul Sunset Boulevard; nel 2003 … Continua la lettura di Prima visione – Paradiso amaro, appunto