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The Fall Guy – Recensione e migliori frasi: Ryan Gosling, Emily Blunt e il grande ritorno dello stunt (ma non della trama)

Recensione di The Fall Guy – Ryan Gosling, Emily Blunt, David Leitch: cast, trama, citazioni anni ’80, serie originale, stunt e metacinema.

The Fall Guy: nostalgia anni ’80, romanticismo da screwball comedy e un giallo che fa acqua come un set sotto la pioggia artificiale

Ci sono film che nascono per intrattenere, altri per riflettere, altri ancora per farci dimenticare che le impalcature del cinema stanno crollando a colpi di CGI.

Poi c’è The Fall Guy, che arriva su Netflix come quell’amico che ti dice: “Dai, vediamoci per bere una cosa” e poi alle 3:40 stai cantando al karaoke di I was made for lovin’ you dei Kiss.

E non sai bene come ci sei arrivato.

Il film prende il titolo da Professione Pericolo, la serie TV anni ’80 che molti della mia generazione ricordano… tranne me.

Lo ammetto: non ricordo un cazzo di Professione Pericolo. Ricordo Lee Majors in L’uomo da 6 milioni di dollari (serie che amavo), ricordo la sigla, ricordo il rumore “tztztztz” dei potenziamenti — che qui infatti torna, come il cetriolo nelle insalate di tua zia — ma la serie da cui The Fall Guy deriva è per me un buco nero.

Forse anche David Leitch e lo sceneggiatore Drew Pearce non è che la ricordino così bene, visto che col telefilm condividono solo i nomi.

Segno internazionale per “Lazio Merda”

Gosling fa lo stunt, Blunt fa la regista, la chimica fa il resto

Il protagonista è Ryan Gosling, alias Colt Seavers, stuntman professionista che da anni presta il corpo alla superstar hollywoodiana Tom Ryder (Taylor “Aaron? Aron? Jonhson? Boh” Johnson).

Accade l’inevitabile: incidente sul set, schiena andata, ego macellato, fuga dal mondo come quando elimini l’app di LinkedIn pensando di aver risolto la vita.

Colt scappa e lascia anche la fidanzata Jodie Moreno (una Emily Blunt in stato di grazia comica), che nel frattempo diventa regista e gira un film dal titolo onestissimo: Metal Storm.

Titolo che suona come qualcosa che avresti trovato in una VHS della Fabbri Editori nel 1993.

La produttrice Gail Meyer (Hannah Waddingham, versione “Ted Lasso ma con un Mojito perennemente in mano”) richiama Colt sul set. Non perché Jodie lo voglia davvero, ma perché… Tom Ryder è scomparso.

E allora via: Colt da stuntman diventa detective improvvisato. Perché nel cinema di Leitch, e forse pure un po’ nella vita, lo stuntman sa fare tutto: guidare, pestare, indagare, spiare, sopravvivere alle esplosioni come fossero schizzi di sapone. Ricordate la teoria di Zoolander sugli attori?

La parte romantica? Deliziosa. La parte action? Un auto-scontro anni ’80 che finisce nel fosso.

La prima metà del film è oro colato.

Gosling e Blunt funzionano come una coppia screwball anni ’50: battute veloci, meta-citazioni, dialoghi che si intrecciano con la sceneggiatura di Metal Storm in una spirale virtuosissima.

È la parte in cui Leitch non solo si diverte, ma sa divertirti.

Poi arriva la parte action/thriller… e lì il film entra ufficialmente nella categoria “boh cinematografico”.

Non perché Leitch non sappia girare l’azione – impossibile, considerando la sua carriera da stunt – ma perché la trama è un giallo risibile, che regge come un elmetto degli Stormtrooper: cioè un po’ storto, in bilico, senza equilibrio.

Riferimenti? A valanga:

L’uomo da 6 milioni di dollari (sì, c’è il suono);

Miami Vice;

– I film anni ’70/’80 con maschi tossici e petti glabri;

– Bourne Ultimatum e compagnia;

– L’Ultimo dei Mohicani;

– E in generale tutto ciò che ti ricorda i pomeriggi su Italia 1 dopo la scuola;

Il problema è che è troppo.

Il meta-gioco diventa meta-lecchino: bello, ma dopo un’ora vuoi che qualcuno torni a raccontarti una storia, spiegarti dei personaggi, le loro motivazioni, le loro emozioni. 

Se tutto è addominali, niente è addominali

Personaggi secondari: 1 dimensione (e spesso quella sbagliata)

Hannah Waddingham: sempre più ubriaca, sempre più sopra le righe, sempre meno personaggio.

Taylor/Aaron/Jonhson/Whatever Taylor Johnson: una caricatura vivente della Hollywood tossica, ma senza un briciolo di profondità. Pettorali sì, psicologia no.

Winston Duke: divertente come coordinatore stunt, ma parla solo per citazioni.

Insomma: oltre Gosling e Blunt, è tutto un campionario di figurine Panini.

Il finale: wow di botte, meh di storia

Il film chiude con:

– record del mondo di “auto che fa più giri su sé stessa”

– esplosioni vere vs. CGI

– dichiarazione d’amore al cinema artigianale “fatto a mano”

– stoccate alla Hollywood moderna, al deepfake, alla IA e un evviva agli scioperi WGA/SAG

È bello da vedere, sì.

Ma emotivamente… poco.

Come un panino bellissimo di cui però non senti il sapore.

La vera domanda: ma Gosling cosa vuole fare da grande?

Ryan Gosling ha iniziato puntando in alto: Drive, Blue Valentine, The Place Beyond the Pines, Only God Forgives.

Poi arriva The Nice Guys e la sua faccia da schiaffi prende il controllo.

Da allora interpreta… Gosling.

Un meme vivente del maschio fragile contemporaneo, imperturbabile, ironico, auto-parodico.

Ed è bravo, eh.

Ma ogni tanto mi chiedo se non gli manchi girare un film “serio”, di quelli dove nessuno gli dice “Fai quella faccia lì, Ryan, quella che ti viene bene”.

Conclusione

The Fall Guy è un film simpatico, irriverente, con una prima metà brillante e una seconda metà che annaspa come un tuffatore che si lancia in una piscina vuota. O piena a metà. 

È una lettera d’amore agli stuntman, al cinema artigianale, alla screwball comedy anni ’50, ai telefilm anni ’80, alle botte fatte bene e agli attori belli anche quando sono idioti.

Ma è anche un film che si guarda allo specchio così tanto da dimenticarsi di essere… un film.

Voto Coccinema™:

🎬💥💔 / 5

(divertente, pieno, colorato… ma c’ha la sindrome del meta che a un certo punto te fa venì sonno)

Reaction per l’ufficio stampa: Non era miglio farci vedere sto Metalstorm? Non può essere peggio de sta roba. 

fight club stellette cinema** Ragazzi, state commettendo un grosso sbaglio.

Ecco le migliori frasi e citazioni di The Fall Guy.

Le migliori frasi e citazioni di The Fall Guy

A volte devi avvolgere il messaggio nel bacon croccante. Gail

Sei uno stuntman santo cielo nessuno noterà se ci sei oppure no. Gail

-Hai fatto diventare Jody il bacon croccante?
-Lei è sempre stata il bacon croccante. 

Colt: Professionale è il mio secondo nome.
Jody: Pensavo fosse Pericolo.
Colt: Quello è il nome d’arte. 

Adoro ascoltare chi massacra le mie canzoni preferite. Gail

Colt, tu sei quello che cade e devi continuare a cadere. 

Niente da male come non stare con te. 

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