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Sport&Cinema/An Alternative Reality: The Football Manager Documentary

Football-manager-documentaryAlcuni anni divenni allenatore del Bologna Fc in serie B. Lo costruii intorno a dei precisi dettami tattici: 4-5-1 con una linea difensiva molto bloccata, un centrocampista davanti alla difesa, quattro centrocampisti molto offensivi e un centravanti da area di rigore. Presi tal Cherubini – che oggi è noto solo alla cronaca nera cittadina romana – Crippa a fine carriera ma con la giusta esperienza e grinta, un giovane trequartista dalla Lucchese, Tarantino, e un bomber polacco, Kucharsky. Salii in fretta in serie A, vinsi due scudetti e due Champions League. Praticamente come Brian Clough, uno dei miei eroi. Credo sia una delle cose migliori che ho fatto in vita mia.

Il film e il gioco
An Alternative Reality: The Football Manager Documentary  è il documentario sulle esperienze di gioco di uno dei più venduti videogame della storia dei videogame. Attraverso le interviste ai suoi inventori (i fratelli Collyer) e i collaboratori, agli appassionati e agli stessi protagonisti del mondo del calcio ci restituisce una descrizione tra la commedia e il dramma di una dipendenza.

Cos’è Football Manager? È un gioco di simulazione in cui il giocatore assume il ruolo di allenatore-manager di una squadta di calcio, avendo il controllo di tutti gli aspetti della squadra: il calciomercato, gli allenamenti, la formazione e nelle ultime versioni addirittura i rapporti con la stampa e le proteste nei confronti dell’arbitro. Si può scegliere di allenare qualsiasi team, dal Barcellona fino alla squadretta che gioca nei campionati inferiori. La simulazione è talmente accurata in tutte le caratteristiche del gioco che i dati sui calciatori di Football Manager sono utilizzati dai sistemi di scouting dei veri club di calcio. Il gioco è talmente estremo che può andare avanti senza di noi: si possono simulare interi campionati, si può giocare per decenni perché il sistema continuerà a produrre nuovi giocatori; inoltre, a differenza di giochi come Fifa o Pes in cui, se sei forte, sbaraglierai tutti gli avversari, qui la vittoria dipende da decine di incognite e gli obiettivi per cui puoi lottare li stabilisci tu stesso: puoi essere contento di salvare la Pro Vercelli dalla retrocessione in Lega Pro, lanciare talenti o vincere la Champions League, ma ci sono tantissimi modi in cui ciò ti può essere impedito. Uno tra questi è che Football Manager ha un’intelligenza artificiale che gli consente di imparare da te e dai tuoi progressi: se una tattica funziona, non funzionerà in eterno, devi comprare giocatori più forti, allenare meglio i tuoi giocatori, cambiare e adattare le tue strategie. Sostanzialmente Football Manager è Skynet e si prepara alla conquista del mondo.

Come può farlo? Trasformando gli uomini in zombie. Come sa qualsiasi giocatore e come testimonia il docunentario, una partita a Football Manager degna di questo nome necessita di ore e ore di gioco: in sessanta minuti a mala pena fai conoscenza con lo staff e i calciatori. La meccanica di gioco è costruita per non farti smettere: se perdi, vuoi vincere la partita successiva, se vinci, vuoi continuare a vincere. C’è sempre una nuova partita da giocare, un nuovo calciatore da visionare, un obiettivo da raggiungere. Football Manager ti porta a isolarti in casa per giorni, non rispondere al telefono, trascurare famiglia e amici, a metterti la giacca per giocare una finale di coppa. Il documentario è pieno di aneddoti di questo tipo, raccontati dagli stessi giocatori che non si vergognano affatto della loro “dipendenza”. Ma il documentario gioca anche su un altro concetto: la realtà. Cosa è reale e cosa non lo è? E come una simulazione entra in diretto contatto con il mondo al di fuori di pixel e byte di memoria? C’è chi compra la maglietta della sua squadra del cuore e fa stampare il nome del calciatore che nel gioco l’ha condotto a incredibili vittorie; c’è chi ha scelto la Bulgaria come meta della luna di miele dove ha sede la sua squadra di serie B bulgara, il Nesebar, con cui si diverte a Football Manager. Non solo, ma il codice madre di Football Manager ha addirittura portato il videogame sui veri campi verdi del calcio inglese. Quando il Wimbledon fu trasferito dai suoi proprietari a Milton Keynes e cambiarono il nome in MK Dons, i vecchi tifosi della squadra fondarono l’AFC Wimbledon si rivolsero proprio a Football Manager per finanziare la loro piccola impresa sportiva. Sappiate che c’è un’intera squadra di scout che visiona i calciatori in tutto il mondo, partendo dalle giovanili e le serie inferiori. Uno scouting che ha portato la Sports Interactive a firmare un accordo con la Prozone, società che fa proprio scouting per i club professionistici. Oppure gli stessi allenatori che seguendo le valutazioni di Football Manager potevano fare il colpo della vita: è il caso di Alex McLeish, allenatore dei Rangers di Glasgow, che chiese Messi al Barcellona perché consigliato dal figlio adolescente, giocatore di Football Manager. A volte però non va tutto bene: è il caso dei piccoli fenomeni come Mark Kerr che diventano delle leggende nel gioco ma nella vita reale combinano poco. Sebbe questi personaggi alimentino la leggenda del videogame, per i suoi ideatori sono dei difetti da correggere. Oppure il caso di Albertini che nsieme a Pirlo giocava a Football Manager e consigliavano Trapattoni quando era allenatore e commissario tecnico della nazionale. Così Albertini si vanta di aver dato dei consigli al Trap sulle caratteristiche degli avversari basati sul gioco. Ma sarà per questo quindi che non abbiamo mai vinto un cazzo con Trapattoni allenatore della nazionale?

Vedete, Football Manager è Skynet e ha già iniziato l’operazione Giorno del Giudizio. Ma non mi disturbate, io gioco a Football Manager.

starwarz***½ Non hai mai sentito nominare il Millenium Falcon?

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2 pensieri riguardo “Sport&Cinema/An Alternative Reality: The Football Manager Documentary Lascia un commento

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