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Te lo do io il recap/Game of Thrones 3×7/ The bear and the maiden fair

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Mozione d’ordine
Quelle che seguono sono delle note seguenti alla visione del settimo episodio della terza stagione di Game of thrones. Se avete intenzione di aspettare le trasmissioni in italiano è meglio che non leggiate; se non avete letto il libro forse è meglio che non leggiate.

Cosa è successo?
Barriera, lato sud, il gruppo di Ygritte e Jon Snow cerca di raggiungere il Castello Nero. I due discutono di tecniche di combattimento,Ygritte deride l’abitudine degli eserciti di marciare al ritmo del tamburo e portare vessilli. Un dialogo importante alla luce di quello successivo, quando Snow dirà “Non vincerete… Non avete disciplina”, manifestando a chiare lettere che lui non sta con Mance Rider, ma Ygritte gli ricorda la fedeltà che il ragazzo deve al loro amore. Nella prima parte c’è anche un confronto tra Jon Snow e il metamorfo, anche qui il bruto ha capito che Jon Snow è rimasto fedele al suo giuramento ed espone la sua di teoria su cosa Jon “non sa”: “Le persone lavorano insieme quando gli fa comodo. Sono leali quando gli fa comodo. Si amano quando gli fa comodo e si ammazzano quando gli fa comodo”. Anche qui, bella frase ma, caro George abbiamo capito la tua filosofia nel momento in cui la spada di Ilyn Payne è calata sul collo di Eddard Stark: homo homini lupus, non c’è bisogno di ripetermela fino allo sfinimento.
Passiamo nell’accampamento di Robb, scusa per farci vedere quanto si amano i due piccioncini: scopata atletica (Robb è tutto sudato alla fine e non è che fuori sia estate), 4 minuti buoni di Talisa nuda sul letto (scopriamo che non ha un filo di cellulite che dio la benedica) e notiziona: la ragazza è incinta – telefonato come un passaggetto laterale di Giuseppe Giannini, l’ho capito da come prende carte e penna per scrivere alla madre, Talisa, una che ha vissuto in un accampamento militare negli ultimi due anni, decide di scrivere a mammeta… mica sarfà incinta… Comunque Talisa non ha un filo di cellulite e la cosa ci va benissimo.
Sansa e Margaery parlano del mancato matrimonio della ragazza con Loras e del dover sposare Tyrion. Anche qui il sesso è uno strumento che ci fa capire con Margaery sia molto più informata sull’argomento di quanto dovrebbe una vergine e quanto sia sprovveduta Sansa.
Collegamento immediato con Tyrion, che sta facendo uno spuntino con Bronn, quest’ultimo non capisce il suo imbarazzo nello sposare Sansa, metterla incinta e dominare su Grande Inverno e gli suggerisce anche di tenersi la puttana e spassarsela. Shae non prenderà molto bene la proposta.
Joffrey convoca Tywin per essere relazionato sull’ultima riunione del Consiglio Ristretto, chiede perché si è tenuta nella Torre del Primo Cavaliere e non dove lui, il re, potesse comodamente intervenire. Capiamo chi è che comanda i Sette Regni, la presenza scenica di Tywin/Charles Dance domina completamente Joffrey/Jack Gleeson: come sale i gradini e di mette di fronte a lui, maestoso, una minaccia fisica e psicologica, e come sorride quando volta le spalle al re. Joffrey è preoccupato per i draghi di Daenerys, il nonno la rassicura ma ci pensa la stessa madre dei draghi a mostrarceli nella trattativa per sottomettere Yunkai. Qui Daenerys continua nella sua crescita come conquistatrice e liberatrice degli schiavi – ora è annunciata come Distruttrice delle catene – e gli stessi draghi sono cresciuti e devo dire disegnati e realizzati benissimo, hanno il fuoco negli occhi, un grido terrorizzante e una realizzazione davvero perfetta.
Passiamo a un altro di sangue reale: Gendry scopre da Melisandre che lui è il bastardo di Robert della Casa Baratheon e lo scopre in una lunga ripresa aperta da una barca che attraversa la baia delle Acque Nere passando vicino ai relitti della battaglia per la successione al padre.
Arriviamo da Arya, in un altro collegamento perfetto: la giovane è arrabbiata con Thoros e Eric che hanno venduto il suo amico e riesce a fuggire ma salta dalla padella nella brace, catturata da il Mastino.
Meravigliosa la scena tra Jaime e Brienne, lui parte, lei resta ad affrontare un destino atroce. Lei chiede di mantenere fede al giuramento fatto a Catelyn, lui giura di riportare le ragazze Stark alla madre e lei lo saluta chiamandolo Ser. Confesso che mi sono sciolto in lacrime.
Dalle lacrime passiamo alle risate. Continuano le torture a Theon, stavolta stuzzicato da due belle gnocche e poi interrotto dal matto che lo evira.
Vediamo anche Brann. Jojen vuole portarlo a cercare il corvo con tre occhi ma Osha non vuole andare più a nord del Castello Nero. E racconta la sua storia e di come il suo compagno sia diventato un estraneo.
Infine, il clou. Jaime scopre che non ci sarà nessun riscatto per Brienne e che sarà stuprata e poi uccisa dagli scagnozzi di Bolton; torna indietro e la trova in un’arena, vestita con un abito rosa mentre si difende da un orso gigantesco armata solo di una spada di legno, mentre il pubblico intona The Bear and the maiden fair. Jaime si getta nell’arena e la salva.

Come è stato?
Avevo grandi aspettative per The bear and the maiden fair, scritto da Sua Maestà George RR Martin. Sarà che l’episodio è diretto da Michelle MacLaren, regista ed executive producer di Breaking Bad – nota solo appannata dall’aver partecipato a The Walking Dead di cui ha diretto un paio di episodi – la mia eccitazione era alle stelle. L’episodio ha qualche inciampo, nell’azione generale – detto della fuga ridicola di Arya che la fa in barba a quelli che dovrebbero lottare contro gli eserciti schierati degli Stark e dei Lannister – e in alcune svolte narrative che preannunciano funeste gimkane nei prossimi episodi (e mi riferisco alla gravidanza di Talisa e non aggiungo altro). La frammentazione della narrazione è forte, ma devo dire che si è rimediato con un montaggio analogico (disse Fantozzi sui ceci) che fa digerire i continui cambi di orizzonte. Si continua con questa linea ironica legata al sesso: dopo il mistero circa le doti erotiche di Pod, ora Tormund ci dà lezioni su come trombare, mentre Sansa innocente chiede a Margaery come sappia lei – che dovrebbe essere vergine anche se in passato sposata a un gay come Renly – tutte quelle cose sul sesso e il piacere femminile: la futura signora Joffrey conferma che gliele ha dette la mamma” Il discorso generale però prende un orizzonte più largo, come se la tradizione, la legacy di ogni casata sia la vera posta nel gioco del trono: il fatto che Robb Stark abbia un figlio ha un valore all’interno delle vicende; il rapporto tra Jon Snow e Ygritte è appigliato al sesso come unica testimonianza di un giuramento che Snow possa essere disposto ad accettare oltre a quello ai Guardiani della notte. Anche il triangolo tra Tyrion, Sansa e Shae parte dal sesso e sfocia nella dinastia: il nano dovrà mettere incinta Sansa ma non vuole lasciare la sua Shae anche se con lei non può costruire una famiglia, perché una puttana (“I’m your whore and when you’ll tired fuckin’ me ill be nothing”). E questo è il motivo per cui Tywin minaccia Tyrion al riguardo: la discendenza è fondamentale, tanto quanto dare lezioni su chi sia il vero padrone e tiranno dei Sette Regni al nipote Joffrey, in una delle scene più belle dell’episodio. Gli sguardi (incerto Joffrey, duro e determinato Tywin); la dinamica della Mano del Re che sale le scale e fronteggia il sovrano con tutta la sua maestosa fisicità; il sorriso beffardo e crudele alla fine dello scontro del vincitore. E il sangue trasmesso attraverso il sesso che ha generato il bastardo Gendry che Melisandre vuole usare chissà a quale scopo.
L’altra scena davvero bella è quella tra Brienne e Jaime, solo scrittura: due personaggi che si parlano, uno passa all’altro il testimone di un giuramento da rispettare.
Alla fine c’è l’orso, Bart II, con la canzone che dà il titolo all’episodio cantata da un pubblico di famelici barbari, in un mondo in cui mangia o sei mangiato, uccidi o sarai ucciso, in cui “Le persone lavorano insieme quando gli fa comodo. Sono leali quando gli fa comodo. Si amano quando gli fa comodo e si ammazzano quando gli fa comodo”.

La battuta
Shae a Tyrion: I’m your whore and when you’ll tired fuckin’ me ill be nothing
Margaery a Sansa (riguardo a chi le ha detto tutte quelle cose che sa sul sesso): Yes, my mother told me

Questa te la potevi risparmiare
Il momento “Questa te la potevi risparmiare” è per Arya che si alza esce dalla grotta e sparisce in barba alla Fratellanza che dovrebbe salvare il popolo dai Lannister e gli Stark e tutti i cattivi… Annamo bene, pori contadini.

Er mejo tuitte della settimana
Craig Wilson @ CM_Wilson1
Was it just me who was reminded of Ron Burgundy when Jaime Lannister jumped into the bearpit on Game of Thrones?

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One thought on “Te lo do io il recap/Game of Thrones 3×7/ The bear and the maiden fair Lascia un commento

  1. Io mi aspettavo piu un Jamie che saltava nella fossa al grido di “yippee Ki yay mother russia”..comunque e’ vero ‘sta puntata ha il fil rouge del sesso manco fosse una seratina di quelle di Arcore, ma come dici imprezziosita da un montaggio e susseguirsi dei personaggi che costruisce ben bene lo svolgersi della storia di fondo.
    Non una semplice lotta per il potere, non piu una semplice sfida tra casate, non piu un semplice ritrovarsi di alcuni personaggi sbattuti dagli eventi a zonzo per Westeros, secondo me quel vecchio scarpone del Dr Martin(S) era necessario a sto punto per supplire ai tagli e alle modifiche e reindirizzare le frecce verso le giuste direzioni.
    Bha contrariamente a molti nel complesso degli episodi messi insieme fin ora secondo me e’ un ottima stagione, ovvio ha i suoi cali e difetti…ma visto il panorama generale e tutte le serie che scemano/chiudono/si suicidano…un difetto di GoT e’ il picco qualitativo di tanta altra roba.

    PS…ma il trailer di Agents of shield ne vogliamo parlare?…Josh…devo rispolvearare davvero i public enemy con Don’t belive the Hype o basta sta mano po esse fero e po esse piuma ? :V

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