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Prima visione/ Hippy ya ye figli di puttana: Die Hard-Un buon giorno per morire

die hard5C’è tutto. Un inseguimento in auto con protagonista un carro armato antimine che ha richiesto due mesi e mezzo di riprese; un super elicottero russo “per la prima volta sullo schermo”; c’è il frutto dei lombi di John McClane che, nella migliore tradizione dei proverbi, dimostra che la mela non cade mai lontana dall’albero o se preferite “tale padre, tale figlio”; c’è la scena dell’ascensore, un classico della saga Die Hard; ci sono le munizioni che non finiscono mai, le forze speciali russe che centrano in testa il comandante CIA ma prendono di striscio il cattivo e mancano la McClane family.
Peccato per la sceneggiatura, fredda, con poche battute davvero efficaci per McClane/Willis. Forse, anche per una precisa scelta, il nostro eroe preferito fa un po’ più il vecchio – anche più di quando lavorava con Justin Long mago del computer in Die Hard Vivere o morire – e sembra indugiare sui temi della famiglia, come se gliene possa fregare qualcosa ai fan della serie se John si commuove pensando al tempo che non ha dedicato alla famiglia per il lavoro. Lo impugna un fucile mitragliatore? Getta qualcuno dal tetto di un palazzo? Senza pensare che, in effetti, con tutti i cazzi che ha sbrogliato per le città di Los Angeles e New York, gliela potevano dare una cazzo di promozione a capo della polizia. Tutto il mondo è Italia.
I problemi di questo Un buon giorno per morire risiedono nel cattivo, a cui è concessa una vera bella scena senza introdurlo, mentre l’altro… vabbè lasciamo perdere; che è stato scritto senza pensare che dovesse essere un’altra cosa (ad esempio, andatevela a leggere la storia di come Trappola di cristallo dovesse essere Commando II, tanto per dirne una); che Bruce forse dovrebbe pensare che la famiglia non è necessariamente una cosa buona (la moglie cacacazzi, la figlia fessa e ora pure il figlio spia buono a nulla); un regista che dopo Max Payne si è girato i pollici, insomma non esattamente un film che induce qualcuno a metterti in mano un budget multimilionario. Però c’è Hippy ya ye figli di puttana. La patria è salva.

Ps: Yulya Snigir, ho detto tutto. Pure lei.

in bruges**½ Non sei andato malissimo ma neanche troppo bene… come il Tottenham

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