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Visioni successive – Non chiedete le previsioni del tempo a Michael Shannon, si incazza di brutto

20120725-001543.jpg A volte ho la sensazione che i blog abbiano perso quella funzione di dibattito. Non fa tanto testo il mio, abbastanza sfigato ma anche da altre parti si dialoga e lo scambio è ridotto al minimo. Così ho colto con particolare entusiasmo il suggerimento di Ale55sandra, mia maestra Jedi nella congregazione dei Cineblogger, e sono corso a guardare Take shelter.
Un uomo, marito fortunato di Jessica Chastain e padre di una splendida bambina sordomuta, inizia ad avere degli incubi su una tempesta particolarmente realistici. In questi sogni, che a tratti hanno i contorni della premonizione, chi gli sta intorno impazzisce. Così Curtis inizia a costruire un rifugio per proteggere la propria famiglia. Per farlo, rischia di compromettere tutto, lavoro, affetti, futuro, stabilità economica mentre piano piano entriamo nel suo fragile mondo: una madre rinchiusa da 20 anni in una clinica perché le hanno diagnosticato la schizofrenia, la morte del padre che lo ha cresciuto qualche mese prima. Tutto sembra portarci sulla strada della progressiva pazzia.
Gira così la storia di Curtis, i suoi sogni e sua moglie gnocca. La regia è di Jeff Nichols che precedentemente aveva diretto Shotgun Stories (il mio prossimo appuntamento) e quest’anno ha portato a Cannes Mud. Anche Take Shelter è stato a Cannes, precisamente nella Settimana Internazionale della Critica dove ha vinto il Gran Premio e altri premi collaterali.
Protagonista Michael Shannon, colossale come sempre quando deve fare il matto, il che capita continuamente. La Chastain Nichols l’ha presa a scatola chiusa perché la segretaria di produzione di Malick gliene aveva parlato molto bene. E in effetti in molti hanno indicato proprio il regista di Tree of life come uno dei riferimenti principali di Nichols. Io personalmente dissento anche se l’interesse per la Natura è evidente in entrambi. Nichols qui la usa come incombente minaccia mentre per Malick mi sembra sia più madre ed elemento funzionale del racconto. Niente voce fuoricampo per Nichols. Un riferimento – e qui sono pronto a prendermi le pernacchie – è M. Night Shymalan, la tensione del racconto e l’attenzione per il soprannaturale come elemento del racconto al tempo stesso inquietante ed essenziale.
Il film è anche una guida sulla sfiga che ti arriva telefonata. Quando, spoiler, l’amico di Curtis gli confessa, sbronzo, in macchina che “Tu hai una buona vita”, capisci subito che la vita di Curtis sta andando a pezzi. Minchia manco fosse Nostradamus. Come quando la consulente dell’associazione sanitaria gli confessa “Avete un buon contratto di lavoro con una buona assicurazione” capisci subito che Curtis sta per farsi cacciare.
Niente a confronto della soddisfazione che deve aver provato il nostro eroe quando disoccupato, in rovina e sul procinto di entrare in una clinica psichiatrica vede i suoi sogni trasformarsi in realtà. Io lì, sì!, che mi sarei preso 5 minuti per telefonare a tutti i miei conoscenti e gridargli “A stronzii, la vedi la pioggia arancione e la tempesta e gli uccelli impazziti? Be’ attaccate a sto…”.

Insomma, con questi post, poi non ci stupiamo se nessuno commenta più.

Ps
Dovrebbero dirlo nei titoli di testa: In questo film scene con vomito. Sui cd ti avvisano delle parolacce perchè prima di vedere un film non mi avvisi che ci sarà una scena di vomito? Te possa prende la pioggia arancione!

****½ Fa un po’ di tutto, anche se tutto quello che fa è bello ma inutile, un po’ come la matematica pura: magari non serve, ma è sublime.

6 pensieri riguardo “Visioni successive – Non chiedete le previsioni del tempo a Michael Shannon, si incazza di brutto Lascia un commento

  1. Devo recuperarlo anch\’io questo film, e la tua recensione mi incuriosisce ancora di più
    Vorrei però soffermarmi un attimo su ciò che scrivi all\’inizio: è proprio vero che la comunità blogghica, intesa come scambio e commenti e pareri tra i diversi blogger è ormai un dinosauro estinto, ed è un peccato
    A lungo andare questa cosa mi ha allontanato dal blog. Scrivo ormai rarissimamente e non è una questione di egocentrismo, ma solo l\’idea che se uno scrive e ciò che ha scritto – su internet, pubblicamente – non da il via al confronto e alla piacevole discussione serve poi a poco, tanto vale che uno scrive per sé.

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    • Purtroppo così. La verità mal detta è che lo stesso blog è uno scrivere per se stessi, un supremo atto di vanità o, alla peggio, un tentativo di farsi vedere e tentare la scalata a qualcosa. A me il tuo blog piace(va) e molto

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  2. Mi accodo alla tristezza per l’estinzione del dibattito nei blog (ricordo quando facevo addirittura dei quiz seguitissimi), ma soprattutto ti ringrazio Stefano per il maestro Jedi 🙂 Del film, ovviamente, saprai già cosa penso. Io nel finale sono rimasta LETTERALMENTE raggelata…

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    • Mi ha colpito anche Shotgun Stories. Un film che, ho letto, è stato letteralmente salvato dai festival indipendenti e dall’illuminato Ebert che lo ha inserito tra i migliori 10 film del 2008. Che Jeff Nichols sia il genio di questo nostro tempo?

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