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Visioni successive – Molte lacrime incredibilmente bagnate

Stephen Daldry tira un colpo basso, molto forte e incredibilmente vicino alle nostre palle con Molto forte, incredibilmente vicino. Mette in scena l’omonimo romanzo in cui un bambino, rimasto orfano di padre l’11 settembre 2001, si mette alla ricerca della serratura che può essere aperta dalla misteriosa chiave che ha trovato nel ripostiglio del genitore dentro una bustina con su scritto “Black”. Oskar decide di visitare i 472 cittadini che rispondono al cognome Black nella città di New York. È un viaggio in centinaia di storie, di drammi, di dolori. Oskar organizza con ossessione quasi autistica la sua missione, convinto che alla fine, quando aprirà la serratura, avrà capito perchè il padre è morto.

È un colpo basso, perchè la sceneggiatura di Eric Roth – premio Oscar per Forrest Gump – tocca tutti i tasti che è possibile toccare per cercare di strappare una o più lacrime al pubblico. Del resto, per l’americano medio le parole “Bambino” – “Orfano” – “11 Settembre” e la visione dei muri pieni di lettere e foto di persone scomparse sono più che sufficienti. Aggiungete che il bambino è uno di quelli “difficili”, che il suo unico amico era il padre e che i cattivoni con il turbante glielo portano via. Ciò è bastato anche ad avere un paio di belle nomination – Miglior film (e che non la neghi una nomination per Miglior Film a un titolo che parla dell’11 settembre?) e Miglior attore non protagonista a Max Von Sydow. Arriviamo qui al cast: Tom Hanks dura poco sullo schermo il che gli consente di regalare la sua prova migliore degli ultimi anni, anche perchè non ha avuto modo di arrivare col fiato grosso alla conclusione delle riprese essendo ormai ben avviato sulla strada dell’obesità; Sandra Bullock finalmente fa la vecchia; Max Von Sydow è vecchio e fantastico come sempre, fragile e arcigno; il giovane protagonista inquietantemente logorroico e ossessivo e ossessionato (tra l’altro, pochi mesi prima l’inizio delle riprese aveva vinto 30 mila euro all’edizione per bambini del quiz Jeopardy). Se volete fare un piantarello non è male e Daldry vale sempre il prezzo del biglietto (o del dvd ma non l’eventuale pena per download illegate, fate vobis).

**½ Non sei andato malissimo ma neanche troppo bene… come il Tottenham

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