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Ciao Ralph McQuarrie, e grazie per tutto il pesce

Per descrivere il lento declino dell’Occidente c’è qualcosa di meglio dell’andamento della Borsa e dell’economia. Le ultime sono settimane trascorse piangendo sui social network, in televisione, alla radio i grandi della cultura popolare che se ne vanno (ultimo esempio Lucio Dalla) o ricordando l’anniversario dalla morte di qualcun altro (Jim Belushi). Figure che lasciano un vuoto, non solo nei cuori, ma nel ruolo che avevano nel costruire il primato culturale dell’Occidente.

Il 3 marzo se ne è andato Ralph McQuarrie. Concept artist e illustratore, la sua matita è dietro ad alcuni dei maggiori successi cinematografici degli anni Settanta, Ottanta e Novanta: Incontri ravvicinati del terzo tipo, ET, I predatori dell’arca perduta, Jurassic Park e la prima serie di Battlestar Galactica. Soprattutto, è la sua immaginazione che ha costituito la premessa essenziale a costruire l’universo, è proprio il caso di dirlo, di Guerre Stellari.

Dopo che United Artists e Universal rifiutarono la storia di Lucas su una guerra civile che imperversa in una Galassia lontana, lontana, il regista si rivolse a Ralph McQuarrie per preparare i disegni che illustrassero la sua visione alle case cinematografiche. Alla sua fantasia dobbiamo D-3PO e C1PO (C-3PO e R2-D2 in originale), Chewbecca, Boba Fett ma soprattutto Darth Vader (o Lord Fener, come preferite), probabilmente il più grande cattivo della storia del cinema. Fu proprio di McQuarrie l’idea del sistema di respirazione sul casco che causa la sua voce asmatica. McQuarrie ha immaginato Tatooine, Hoth, Dagobah e la città tra le nivole Cloud City. Fu grazie a questi disegni che la 20th Century Fox decise di supportare Lucas.

In seguito McQuarrie ha disegnato l’astronave madre degli Incontri ravvicinati del terzo tipo e l’astronave di E.T. Ha anche partecipato, sempre come artista concettuale a I predatori dell’arca perduta, fino a vincere un Oscar per gli effetti visivi di Cocoon.

Ralph McQuarrie ha partecipato alla guerra di Corea, dove si è beccato un proiettile in testa. Poi ha lavorato per la Boeing, disegnando i diagrammi per il manuale di costruzione del jumbo 747. Successivamente fu alla CBS dove illustrò gli speciali sulle missioni Apollo. Ecco perchè, quando incontro George Lucas e il suo mondo fantastico, McQuarrie aderì entusiasticamente, fino a partecipare con un cameo ne L’impero colpisce ancora. Rifiutò di prendere parte all’avventura della seconda trilogia. Però, nel cartone animato Clone Wars è possibile ammirare alcune sue idee: nella prima serie il pianeta Orto Plutonia è ispirato al suo Hoth rimasto fuori dalle riprese per Episodio V, mentre un Obi-Wan Kenobi in incognito indossa il casco che progettò per uno dei suoi primi disegni di Boba Fett.

Fino al suo irrompere sulla scena fantascientifica (genere di cui è sempre stato fan, fin da piccolo, quando costruiva modellini di astronavi) i mondi alieni erano immaginati puliti e asettici. Lui portò la decadenza e lo stato avanzato di rovina.

Come è scritto sull’homepage del suo sito che gli rende giusto tributo, il futuro che i nostri figli e nipoti potranno vedere sarà simile ai disegni e le opere di Ralph McQuarrie, come il nostro è stato influenzato da Jules Verne.

Il suo apporto di creatività sarà difficilmente compensabile.

Per il tributo di tutti i fans sono attivi un’email tribute@ralphmcquarrie.com, il profilo facebook www.facebook.com/RalphMcQuarrie e il sito ufficiale www.ralphmcquarrie.com.

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