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Prima visione – And there will be blood

A-ah-ahh-ah, ah-ah-ahh-ah
We come from the land of the ice and snow
from the midnight sun where the hot springs blow

Ho riflettuto un po’ sulla splendida sequenza dei titoli di testa di Millenium: Uomini che odiano le donne. Petrolio, corpi che si scontrano, tastiere, cavi usb e la terribile potenza di Immigrant song dei Led Zeppellin (nella cover di Karen O., Trent Reznor e Atticus Ross), il brano dedicato ai vichinghi e che fu composto durante una tournée in Islanda.
Veniamo dalla terra di ghiaccio e neve”. È da lì che giungono i personaggi di Stieg Larsson ed è lì che è andato David Fincher per cogliere le atmosfere scandinave della trilogia Millenium. La prima cosa che colpisce è la perfetta atmosfera e luce di quelle latitudini ma anche lo spirito che in filigrana appare tra le ville benestanti della campagna, ildesign essenziale e pulito, l’acqua increspata, le strade ordinate e nordiche di Stoccolma.
Da qui parte Fincher, da una perfetta messainscena per raccontare uno dei casi letterari degli ultimi anni; però a me, un giorno, interesserebbe vedere la storia di uno scrittore che muore di infarto facendo i sette piani dell’edificio dove si trova il suo ufficio, morto poco prima un successo stimabile in 65 milioni di copie vendute in tutto il mondo.

Però, per ora, sullo schermo ci finisce Uomini che odiano le donne, con protagonista Daniel Craig e la sorprendete Rooney Mara (si, ‘sta tipa si chiama come il centravanti del Manchester United, e questo già me la rende simpatica) nei panni di Lisbeth Salander, un ruolo in cui fa vedere molto di sé. Se sulle qualità di Craig non si poteva non scommettere, la scelta della giovane attrice poteva lasciare qualche dubbio. Ma la ragazza che tenne testa a Eisenberg/Mark Zuckerberg in The Social Network si cala completamente in un ruolo estremo, tra tatuaggi, piercing, violenza subita e praticata. È lei il cuore del film ma Craig non fa la figura del fessacchiotto come il corrispettivo della pellicola svedese.
La macchina di Fincher è perfetta e oliata, non solo nella fotografia, la scenografia, le interpretazioni e le musiche (qui sarebbe necessario un post a parte, Trent Reznor è grandioso e Fincher gli rende omaggio facendo indossare a uno dei personaggi secondari una maglietta dei Nine Inch Nails). Il film è un thriller teso e, sebbene chi scrive avesse visto il citato film svedese (ma non letto i libri), sono stato completamente catturato dal ritmo dilatato con cui scendiamo dentro il mistero e lentamente scopriamo i fili che legano gli omicidi alla famiglia Vanger. Citazione a parte per l’inseguimento in metro del ladro, e quello in moto sul finale, dei piccoli gioielli. Ne esce fuori un noir quasi immaginario, come se si svolgesse in un tempo e uno spazio fuori dal tempo e dallo spazio, anche se poi proprio queste due categorie sono essenziali per svelarne il mistero nel recupero dei ricordi e l’azione necessaria per salvarsi dal loro sopraggiungere. Arrivare a Hedestad è come approdare con la barca a Shutter Island, decodificare gesti e foto di cinquantanni prima è una lenta operazione psicologica in cui Fincher, rodato da Seven, Zodiac e in un certo senso anche da Fight club, si trova alla perfezione. .

Ma non è solo risolvere un mistero: Uomini che odiano le donne è un modo per venire a patti con i propri demoni. Così, (SPOILER, se ci fosse ancora qualcuno che non conosce la storia) se Blomqvist avrà la sua vendetta, risolverà il mistero e recupererà il rapporto con la sua editrice sposata (e bona e con la faccia di Robin Wright non più Penn), anche Lisbeth riuscirà a iniziare a mettere ordine nella sua dissestata vita anche se resterà scottata proprio da Blomqvist.
Perchè in fondo…

S-so now you better stop and rebuild all your ruins
for peace and trust can win the day despite of all you’re losin’
Ooh-ooh, ooh-ooh, ooh-ooh, ooh-ooh, ooh-ooh, ooh-ooh
Ahh, ooh-ooh, ooh-ooh, ooh-ooh
Ooh-ooh, ooh-ooh, ooh-ooh, ooh-ooh, ooh-ooh, ooh-ooh

La battuta
“E’ interessante come i fascisti rubino la parola libertà”

Forse non sapete che…
Durante le 2 ore e 40 minuti della proiezione, Lisbeth fuma 6 sigarette, si fa una pasticca di droga, si tromba un bel pezzo di gnocca probabilmente di origine sudamericana, mangia due Happy Meal.

La maglietta cult

"Fuck You Fucking Fuck"

****½ Fa un po’ di tutto, anche se tutto quello che fa è bello ma inutile, un po’ come la matematica pura:magari non serve, ma è sublime.

5 pensieri riguardo “Prima visione – And there will be blood Lascia un commento

  1. Ho apprezzato molto l’originale svedese (il primo, non gli altri due).
    Affascinato dal nome del regista, incuriosito dalla colonna sonora e rassicurato dalla tua positiva recensione non perderò occasione di godermi questa reinterpretazione Fincheriana 😉

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  2. Mettiamo che io non abbia letto il libro nè visto il film svedese e che questo mi incuriosisca un casino (come tutto Fincher del resto). Da cosa mi consigli di iniziare?

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    • come avrai intuito questo film è molto bello. vidi a suo tempo il film svedese, non male ma era tipo una puntatona di derrick. qui c’è daniel craig, lì un pennellone brutto svedese. rooney mara poi… basta il nome, no? quindi io mi vedrei questo perchè è costruito molto meglio del suo predecessore. del libro non parlo perchè è un genere che su carta non mi appassiona, quindi stieg larsson, pace all’anima sua, l’ho ignorato bellamente

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