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Visioni (di molto) successive – E poi uno si chiede perchè Jessica Alba turba il mio sonno (ma poi, chi se lo chiede?)

Al momento dell’arrivo nelle sale, non avevo letto dei commenti positivi su The killer inside me. Anzi. Dopo la visione, sostanzialmente penso sia un buon film, in cui ci sono delle belle scene ma che messe poi tutte insieme non compongono quel capolavoro atteso da molti, trattandosi di una pellicola che unisce un romanzo di Jim Thompson (che è uno che ha scritto tipo due film di Kubrick, Rapina a mano a armata e Orizzonti di Gloria, capito sì?) con un regista come Winterbottom.

Forse il cast non è assortito benissimo. Intendiamoci, Casey Affleck è perfetto; Jessica Alba anche, se non altro perchè sta poco sulla scena, ha poche battute, per lo più fa moine, e spesso si accoppia con Affleck, presa soprattutto da dietro (e ne capiamo benissimo il motivo); Kate Hudson mi sta sulle palle, e credo anche le sia esplosa la faccia, diventando un blob informe simile a Jabba The Hutt – anche se continua anche lei ad avere un gran culo, nel senso di sedere, non di fortuna.

Come scrivevo, tre o quattro scene sono eccellenti, soprattutto la rappresentazione della violenza: immediata, spietata, spregevole. Ed è l’unica cosa che sorprende davvero, perchè per il resto il film segue le tracce del classico cerchio che si stringe intorno al colpevole – come una corda al collo – un ragazzo “normale” della provincia americana, la cui apparente normalità nasconde storie di violenza, perversioni sessuali, incesto, e chissà cos’altro ancora. Però il film resta lì, non si sposta da quei pugni in faccia: la sceneggiatura non chiede altro che portare in fretta alla parola the end, contenta di aver mostrato quanto doveva. Un po’ anche quanto sia stupido il protagonista, un cattivo convinto di farla franca grazie alla sua faccia pulita e il suo cazzo grosso, non esattamente uno per cui puoi tifare per via del suo un lato oscuro particolarmente marcato. (Segue spoiler) Cioè, se entri in una cella in cui un sospettato è rinchiuso, e tu sei l’altro sospettato, esci, e dopo 5 minuti trovano il primo tizio morto impiccato, qualche dubbio lo sollevi, o no?

Insomma, la classica storia del ragazzo di provincia che senza nessun motivo apparente si scopa un paio di belle fighe, contadinotte come lui, e non può stare in santa pace con l’uccello in mano a ricordare quanto era fico scoparsele ed a catalogare tutte le trombate che arriva sempre qualcuno a rompergli le scatole dicendo “ehi, ti ricordi quelle bella fica con cui scopavi? È morta, ne sai qualcosa?”. Aveva proprio ragione Forrest Gump, ma ora non ricordo riguardo a cosa… ma volete lasciarmi in pace con i miei pensieri?

3 buono***
È stata la cosa più divertente che ho fatto senza ridere

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