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Visioni successive – Muccino, un uomo con dei cazzo di valori

baciamiancoraBaciami ancora di Gabriele Muccino è un’esperienza ai limiti dell’assurdo, è come se avessimo davanti agli occhi un numero di “Chi” o “Dipiù” in movimento. Recuperate una delle riviste citate, o Novella 3000 o quello che capita – tanto avete capito – e provate a girare velocemente le pagine della rivista che stringete tra le mani… tradimenti, baci, flirt fileranno via sotto il vostro naso. Beh, è la stessa cosa che accade per 2 ore e 20 minuti di proiezione di Baciami ancora. I personaggi si lasciano, si odiano, si accoppiano, si baciano, urlano, prendono un sacco di pioggia (ammazza quanto piove a Roma, ci vivo da 37 anni e non me ero mai accorto), si puntano pistole alla tempia, si impasticcano, sono ipocondriaci. Diavolo, questi quarantenni sono messi proprio male; un po’ quello che penso quando vedo un’intervista di Gabriele Muccino, quando attacca con quei discorsi sconnessi che capisce solo lui e probabilmente pochi altri cervelloni.

Tra l’altro, con l’entrata nei quaranta, Muccino è anche meno Muccino: probabilmente l’esperienza negli States gli ha insegnato a evitare tutte quelle boraggini che a me piacevano tanto nei suoi film precedenti: le carrellate, i piani sequenza. Ne restano poche tracce, qualche cinepresa a mano che segue i personaggi lungo i corridoi delle belle case da quarantenni… ao hanno fatto i soldi. Come Muccino e suo fratello, o come Accorsi.
Però nella sceneggiatura ci sono delle cose geniali. Innanzitutto il product placement della Actimel… chi l’ha pensata è veramente di un altro pianeta… l’hanno buttato lì, fingendo noncuranza, facendo a meno di Carlo Conti e infilandolo in una riunione di lavoro di Carlo/Accorsi in cui – mitici! – discutono della campagna pubblicitaria di Actimel… cazzo potevate farci vedere direttamente lo spot, magari girato da Muccino.
Un’altra genialata è quando Livia/Impacciatore chiede al figlio diecenne se vuole incontrare il padre che è scappato quando aveva un anno e per tutta la sua vita non aveva neanche mandato una cartolina. … glielo chiede mentre gli sta tagliando la carne. Geni! Cazzo questo a dieci anni mangia ancora imboccato dalla madre però lei gli chiede se vuole incontrare il genitore… Ma come cazzo vi vengono?
Detto ciò e facendo finta – solo finta – di essere seri, si capisce che Muccino ci teneva tantissimo a far sapere che fine hanno fatto i personaggi che gli hanno dato di più nella sua carriera, e guai a chi metta in dubbio la buona fede. Peccato che ne venga fuori una sequela di scontatissime vicende di amore e tradimento senza riuscire mai a dare qualcosa in più allo spettatore che non sia solo gossip. I suoi personaggi viaggiano nelle acque agitate della vita e non riescono a tirarne fuori niente di buono, ma limitandosi a seguire la corrente, a urlare e dire parolacce sotto la pioggia (ammazza quanto piove a Roma), facendoci capire il burrone verso cui stiamo navigando noi di questa generazione e sostanzialmente lasciandoci senza speranza. Ah sì, il messaggio è la famiglia, i valori… stiamo freschi, manco mia nonna… Insomma, se siete quarantenni e vi aspettate delle risposte alla vostra crisi esistenziale, alla fine dei sogni o alla loro perdita, se volete capire come fare i conti con voi stessi e con quello che siete diventati e non con quello che avreste voluto essere, Baciami ancora non fa al caso vostro… ad eccezione di Favino, che in uno dei momenti di massima ilarità del film grida, agitando una pistola contro la moglie fedifraga, “io sono un uomo con dei cazzo di valori”. È vero, in banca.
2**
Ragazzi, state commettendo un grosso sbaglio.

3 pensieri riguardo “Visioni successive – Muccino, un uomo con dei cazzo di valori Lascia un commento

  1. Mortacci loro. Questa è una delle tue recensioni migliori in assoluto comunque. E concordo alla grande pur non avendo ancora visto il film, cosa che forse non farò mai, a meno che un giorno non mi prenda un attacco di schizofrenia acuta.

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