Vai al contenuto

Prima visione – Ehi, Silvio Muccino, c’è da rovinare un film con la tua sola presenza

astroboy

Lì per lì, dopo aver visto Astro Boy, non ci rimasi malissimo. Un filmetto natalizio per giovincelli, Muccino che doppia nemmeno troppo molesto. Da quel giorno (era metà ottobre, alla Festa… ops…al Festival Internazionale del Film di Roma), più o meno a intervalli regolari, ho pensato a quale porcata sia Astro Boy e alla sua sostanziale inutilità, se non per raggranellare qualche soldo col Natale quando ci sono le tredicesime da pagare a quei titolisti insulsi, nonché i cesti regalo per giornalisti, vip e scrocconi vari di buffet delle conferenze stampa.
Astro Boy è un film disneyano su un ragazzo secchione che, per il suo desiderio di essere ancora più secchione, si imbuca in un esperimento su una nuova macchina da guerra inventata dal padre e resta ucciso. Il genitore, disperato, decide di costruire un robot con le sembianze e il codice genetico del figlio ma il risultato non è quello che si aspettava. Resosi conto dell’errore commesso, decide di disattivarlo. Qui iniziano le avventure di Astro Boy: la fuga, la scoperta di nuovi amici, i pericoli del nuovo mondo in cui si rifugia, fino all’epilogo che lo riporterà verso casa.
Tutto è andato perso, assente o quasi, circa la tematica uomo – macchina, l’estremo sacrificio, i limiti di una scienza che si vuole sostituire a Dio, l’intelligenza artificiale, sostituito dagli archetipi a stelle e strisce del “credi in te stesso”, “chi trova un amico trova un tesoro” e così via. Spunti nobili come su cosa ci renda quello che siamo – le conoscenze apprese dai libri? Le esperienze? o i nostri ricordi? – sono tutti risolti sbrigativamente, con una battuta, una gag, senza mai sporcarsi le mani, senza gettare un’occhiata che non sia superficiale.
Del resto, Astro Boy vuole essere il blockbuster natalizio della Eagle Pictures, forse anche per recuperare quel pubblico di bambini che l’evoluzione dei moderni cartoni animati “alla Pixar” sembra aver un poco perso di vista.
Pochi momenti veramente emozionanti, una pellicola leggerina, probabilmente che intrattiene, almeno i più piccoli. Ma io, al momento, non ho l’età.

smith*½

Male, signor Anderson. Sono deluso, molto.

5 pensieri riguardo “Prima visione – Ehi, Silvio Muccino, c’è da rovinare un film con la tua sola presenza Lascia un commento

  1. Io un po’ me lo aspettavo che non valeva il prezzo del biglietto e mi dispiace perchè l’originale mi piaceva da morire. E poi il fatto che a doppiarlo venga chiamato Muccino mi fa tenere alla larga a prescindere.
    Ciao

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: