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Visioni successive – Hitler Jugend

il nastrobiancoLa perfezione formale con cui Haneke ha composto Il nastro bianco (Das Weiße Band) è parte integrante del teorema che vuole dimostrare. La scenografia perfetta, i dialoghi bilanciati, ogni attore perfettamente in ruolo, perfino il rumore del legno che rimanda ricordi teatrali, quasi di un palco su cui salgono i personaggi rendendoli meravigliosamente reali, tutto contribuisce a creare una coscienza metallica e spietata dentro un film in cui il nostro occhio è freddamente coinvolto in un meccanismo che è ineludibile come la Storia.
Il nastro bianco rappresenta la purezza come puro è lo stile che Haneke compone.
In un oscuro e innominato villaggio tedesco una serie di incidenti sconvolgono la tranquillità del succedersi delle stagioni. Come l’autunno segue all’estate, ad ogni atto seguono progressive discese negli inferi dell’Uomo e della famiglia. Inutile girarci intorno, Haneke vuole infilare il suo occhio dentro le premesse che consentirono la nascita del nazismo: una struttura sociale autoritaria, la famiglia rigidamente patriarcale, il sesso vissuto come impudico tabù da nascondere, da soffocare senza però riuscire a sopprimere l’istinto. In questo ambiente sociale e affettivo soffocante, i giovani sono la chiave per comprendere il presente e avere paura del futuro. Questi tedeschi a cavallo tra il 1913 e il 1914 vivono come i mormoni, completamente scollegati dal mondo, isolati; l’autorità politica e sociale è il barone, quella religiosa il parroco di zona. Quando dalla città arriva il potere, è rappresentato da odiosi sbirri. L’assassinio di Francesco Giuseppe e la guerra imminente saranno la scintilla che farà deflagrare tutta Europa. Le conseguenze scateneranno gli eventi che libereranno nel tessuto connettivo della Nazione il virus che si nascondeva nelle sue viscere. Dà da riflettere se fu proprio la libertà politica post Prima guerra mondiale a liberare quelle energie negative. Resta da capire il senso ultimo degli avvenimenti che Haneke ci mostra: i fanciulli sono semplicemente cattivi? o perseguono un piano? inseguono la purezza? Cercano di liberarsi del dottore incestuoso, dell’handicappato imperfetto, del figlio del barone che causa l’invidia del gruppo, del fratello indesiderato che rompe l’equilibrio famigliare? A noi resta l’incapacità di comprendere quell’orrore fino in fondo, come ai coevi fu impossibile individuarlo e fermarlo. In ciò, il confrontro tra parroco e maestro è edificante e allarmante.
Forse, chissà, ma resta l’inquietudine che suscita vedere quei ragazzi muoversi tutti insieme, come uno stormo di uccelli o di oche, a cui manca solo il passo.
 
5 buono*****
A volte c’è così tanta bellezza nel mondo, che non riesco ad accettarla…

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