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Prima visione – Questa notte fatela aspettare (anche perché non è vostra)

notte aspettaLa notte non aspetta non è l’ennesimo film prodotto da uno zozzone di un produttore italiano con due o tre sgalletate 18enni poco vestite ed un titolo che assomiglia a quello di una canzone di Venditti. La notte non aspetta è un film prodotto da un gruppo di zozzoni americani a cui un altro gruppo di zozzoni (questi italiani, sì) ha dato un titolo illeggibile che non c’entra nulla con l’originale – Street Kings – con l’esatto obiettivo di dare l’impressione che si trattasse di un film con 2 o 3 sgalletate diciottenni italiane alle prese con gli esami di maturità con un titolo che sembra quello di una canzone di Venditti.Ci sono molte cose divertenti riguardo a La notte non aspetta ma sono tutte involontarie e non testimoniano per niente a favore di questo pessimo film. Ad esempio, una cosa molto divertente è il pressbook. Da giornalista sportivo, ho sempre ammirato quei colleghi capaci di scrivere mezza pagina di quotidiano basandosi semplicemente su una battuta riferita da un magazziniere all’usciere di Trigoria. Beh, secondo me quelli che scrivono i pressbook sono un po’ dei giornalisti sportivi: devono mettere su una sorta di libello basandosi sulle dichiarazioni – spesso estorte sotto l’effetto di qualche droga allucinogena – di produttori, regista e attori su di un qualcosa di cui nessuno, per ovvi motivi, può dire alcunché di negativo: ‘sto film lo devono vendere, mica affossare prima dell’arrivo in sala.Sentite come apre il pressbook de La notte non aspetta:“Per lo scrittore James Ellroy, gli esterni assolati di Los Angeles non forniranno mai luce sufficiente per illuminare le parti più oscure di questa metropoli. Nella Città degli Angeli i codici morali che dovrebbero governare le persone sono difficili da mantenere, specie per coloro i quali dovrebbero difenderci e proteggerci. Con La notte non aspetta David Ayer, un figlio di Los Angeles, porta la sua cinepresa nelle strade che non vediamo sulle cartoline, ma che fanno parte di una città di contraddizioni, spesso con conseguenze tragiche.”Questa è poesia ragazzi perché a) sorvola su alcune nozioni elementari di grammatica e sintassi b) perché non vuole dire nulla a parte l’effetto vomito che dovrebbe suscitare sul lettore (generalmente un giornalista che scrive ben di peggio).Non finisce qui: a pagina 5 è riportata una dichiarazione del regista Ayer il quale afferma “che Ellroy capisce molto bene la psicologia della polizia e dell’applicazione della legge, mentre quello che fornisco io è la mia comprensione di come sia strutturata la polizia in questo momento. Unendo l’incredibile storia romanzata di Ellroy e i suoi ampi scenari con la mia compressione profonda di ciò che avviene nelle strade di Los Angeles ogni giorno, si finisce per avere un quadro sicuramente ricco, inserito in ambiente assolutamente ricco”. Vorrei chiedere: in che modo Ellroy e Ayer si sono fatti una così profonda conoscenza della polizia di Los Angeles? Ho l’impressione che questa conoscenza sia frutto di qualche arresto per troppe canne spippettate in compagnia di polizia ed FBI.Detto e scritto questo, avrete capito che non ho alcuna voglia di scrivere un post su un film in cui un bolsissimo Keanu Reeves combatte i cattivi che si annidano non solo fra i criminali ma anche tra i presunti buoni, sparando battute scontate e proiettili bumbum, e tracannando vodka, e in cui Forest Whitaker gioca a fare “l’ultimo re di Scozia” vestito in giacca e cravatta e pranzando col sindaco di Los Angeles. Lasciateli a loro stessi, consiglio sincero.

PS: guardando La casa sul lago del tempo ho scoperto che Keanu non è imbolsito per amore del ruolo ma probabilmente per amore della vodka e della pastasciutta, visto che ormai sono due anni che è diventato un ciccione.

PPS: il film si segnala solamente per il ritorno in grande stile del dottor House, alias Hugh Laurie, sul grande schermo dopo ruoli indimenticabili come quelli visti in classici della comicità involontaria come Stuart Little, Stuart Little 2 o Spice Girls The Movie. Così potremmo di nuovo ammirare al cinema la sua faccia perennemente imbronciata e domandarci: sta facendo questa espressione perché è ingrifato pensando alla dottoressa Cameron vestita solo con uno stetoscopio o incazzato perché da Starbrucks gli hanno scambiato il cappuccino con latte – chiaro con un caffè macchiato?
smith

*1/2

Male, signor Anderson. Sono deluso, molto.

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