La Sposa!: recensione, citazioni e rivolta delle mostre
Diciamolo subito: La Sposa! non è Frankenstein. O meglio, lo è quanto un rave è un concerto di musica classica. Parte da Mary Shelley e finisce in una strana favola punk su mostri, patriarcato e rivoluzioni improvvisate.
Mi viene da scrivere che La Sposa! di Maggie Gyllenhaal mi è piaciuto più del Frankenstein di Guillermo Del Toro anche se il film di Gyllenhaal non è Frankenstein. Poi se penso che a quella schifezza con il belloccio che fa il mostro bello ho dato 4 stelle, per lo più per la messa in scena e che qui forse non arriviamo a 3… però dico la verità: mi è piaciuto… forse piaciuto è troppo… mi ha intrattenuto di più la gangster story di due morti-non-morti che vanno in giro a scatenare una rivolta femminista negli USA degli anni Trenta, rispetto all’altro, rimasticatura dei classici temi deltoriani. Almeno ‘sta Mary Shelley la portiamo dentro sto cazzo de secolo, dentro le battaglie di oggi.
Dentro La Sposa! ci cono un po’ di robe mescolate, per lo più a caso, e forse serviva una mano più ferma e forse più dotata per dare un senso a tutto anche se poi alla fine il messaggio, il tema e Jessie Buckley ci sono e forse il compitino delle denuncia del patriarcato e la chiamata alla sorellanza lo svolge anche meglio di altre cose più acclamate tipo Barbie.
Alla sua seconda regia l’ex attrice, ex Secretary, ex sorella di Donnie Darko, ex Rachel Dawes mette dentro espressionismo e suggestioni tedesche, thriller, noir, teatro sperimentale, cinema dentro il cinema e tanta voglia di dire la propria: donne messe da parte, donne ignorate, donne sottopagate, donne sottovalutate, donne zittite, a un certo punto si rompono le palle (!) e decidono di ribellarsi, basta una scintilla, basta una macchia di una qualche sostanza chimica per scatenare tutto. Tutte queste donne sono Jessie Buckley, Jessie Buckley, Annette Bening, Penelope Cruz, loro del principe azzurro non hanno bisogno, si salvano da sole. Ma questo non ce lo aveva già spiegato la principessa Fiona di Shrek? Vabbè lasciamo stare.
Peccato che per dare maggiore forza a tutto questo ed emozionare davvero forse sarebbe servita una mano più esperta, piùraffinata, più artistica. La regia di Gyllenhaal è piatta e poco strutturata.
Jessie Buckley è straordinaria nel doppio ruolo di Ida e di Mary Shelley, qualcosa di più di una voce narrante, Christian Bale è “messo da parte” da tanto straordinario carisma e devo dire che è accaduto raramente.
Non manca la solita citazione da Frankenstein Junior a dimostrare che a oggi è ancora il miglior Frankenstein di sempre. Statece.
*** È stata la cosa più divertente che ho fatto senza ridere
Ecco le migliori frasi e citazioni de La Sposa!.
Le migliori frasi e citazioni de La Sposa!
È solo per il sesso Frank? Perché ci sono modi più semplici per fare sesso. Dottor Euphronious
Il dottor Frankenstein doveva avere un feticismo. Dottor Euphronious
Come mi chiamo? Io non ne lo ricordo. Ida
Vuoi scopare? Magari ci aiuta a dormire. Ida
Volevo solo essere gentile.
Agente di polizia: Una donna storpia e un mostro sarebbe difficile non notarli.
Detective Jake Willes: Siete simpatici in Indiana.
Ora non ci resta nient’altro da fare che vivere. Ida
Sa cosa serve per aprire una piccola ostiche stretta? Un piccolo muscolo. Ida
Frankenstein: Te lo sei scopato?
Ida: Non lo ricordo.
Frankenstein: Perché era uno trascurabile o perché era uno dei tanti?
Hai il lusso della scelta, Frankenstein
Frankenstein: Io ti amerò fino alla fine dei tempi.
La Sposa: Perché la morte era il principio.
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