“Cime Tempestose” secondo Emerald Fennell: sesso represso, vestiti bellissimi e poco altro (con le migliori frasi e citazioni)
Se Emily Brontë avesse visto “Cime Tempestose” di Emerald Fennell probabilmente avrebbe chiesto: “Ok, ma la storia dov’è?”. Perché il film prende il romanzo, lo spoglia (quasi), lo bagna sotto la pioggia e lo riempie di sottintesi sessuali, mani che impastano pane e sguardi che promettono più di quanto mantengano. Il risultato è un’opera elegante, costosissima, ossessionata dai corpi e dai costumi, che sembra più interessata a suggerire cosa avrebbe potuto succedere tra Catherine e Heathcliff che a raccontare perché quella passione, oggi, dovrebbe ancora importarci.
Con un font vezzoso sul manifesto di “Cime Tempestose” è scritto “un film di Emerald Fennell”, manco fosse quel cazzo di Martin Scorsese. Ok. E mi raccomando “Cime Tempestose” va scritto con le virgolette forse perché fa figo o forse perché si vuole evidenziare come l’opera di Emily Bronte sia, per lo più, una traccia perché dubito fortemente che Miss Bronte abbia scritto di Catherine che si gingilla sotto la pioggia. Sì, Catherine si masturba all’aperto, tra le rocce, il muschio e le cacche di capra. Emerald Fennell ha il coraggio di mostrare quello che tutti abbiamo pensato leggendo i libri della Austen o della stessa Bronte, dove si sono vergate pagine e pagine su tutte quelle interminabili passeggiate nei boschi, sporcando gonne e scarpe. Ecco perché: si appartavano per trombare. L’ho sempre pensato e lo avete fatto anche voi. Laidi.

Così nelle mani e nella penna di Fennell “Cime Tempestose” diventa un manuale sull’attrazione fisica repressa tra un ragazzo e una ragazza cresciuti insieme in mezzo a un cazzo di niente, tra montagne affilate come coltelli, dove fa un freddo becco ed è tutto zozzo. Crescendo i due sono diventati dei fighi della madonna: Margot Robbie e Jacob Elordi. Ma che la ciccia fosse poca e che il film aveva grossi limiti era già comprensibile da come la campagna promozionale è stata portata avanti: parlando continuamente del rapporto tra i due attori sul set, far sospettare che quello che vediamo sul grande schermo – abbastanza casto a dire il vero, almeno per la mia immaginazione perversa – sia stato una antipasto o uno stuzzichino di quello accaduto tra i due in privato, far immaginare una storia d’amore, mezzuccio della Hollywood dei tempi d’oro, quando gli attori e le attrici dovevano far credere che quello che accadeva nei film fosse reale. E poi come dimenticare le continue sfilate sul red carpet di Robbie? Un’anticipazione del contenuto più importante di “Cime Tempestose”: i continui cambi di abito di Margot nei panni di Catherine e le scenografie raffinatissime a riempire il vuoto pneumatico di una storia che non parla al nostro tempo, consumata dai secoli, dai chilometri e dalle troppe spese promozionali.

Papà Earnshaw porta a casa un ragazzino, lo ha salvato dalle botte del padre mentre lui stava avendo un corpo a corpo con un centinaio di bicchierini di gin. Lo porta nella sua casa disastrata dove vive con la figlia Cathy, la governante e le sguattere. Anche lui riempie di botte il ragazzino, ma è più figo e poi diventa Elordi, mentre Cathy diventa Margot Robbie. Ora qualcosa squilla nella mia testa perché Margot è Margot da una quindicina d’anni ed Elordi, be’, è nessuno, diciamo, un figo della madonna da 3, quindi si portano sullo schermo un vissuto per cui nella mia testa Elordi cià 23 anni (anche se ne ha 28) e Margot 40 anche se ne ha 35. Male gaze? Male planning? Sexist ageism? So stronzo? Forse la quarta che ho scritto. Insomma, i due sono cresciuti insieme e, prima, giocavano a rincorrersi, ma anche dopo giocano a rincorrersi solo con un sotto testo diverso. Un sotto testo che la premio Oscar Fennell riempie di velatissimi riferimenti al sesso, la masturbazione, le copule rubate nelle stalle e nel fango. Ah quando uno incontra una penna felice! Mani che impastano il pane, lui che spacca la legna anche se in verità vorrebbe spaccare… vabbè ci siamo capiti. Tutte delle robe garbatissime, una erotizzazione del testo di Bronte alla Leslie Nielsen o Christian De Sica.
Poi Cathy stanca di immaginarsi una bella cavalcata, trova il modo di irretire il vicino ricco, Edgar Linton (interpretato dall’attore di origini scozzesi e pakistane Shazad Latif) lo sposa, ma prima provoca un piccolo equivoco con Heathcliff (Elordi); l’uomo fugge e, a forza di tensione sessuale repressa, torna anni dopo come il Conte di Montecristo: ricchissimo, sbarbato e bellissimo a turbare il matrimonio di lei. Ci riesce. Dopo continue copule alla dove capita, Cathy finalmente rivela a Heathcliff che è gravida del marito e lo molla. Così lui seduce e sposa (non è stato difficile) la protetta di Linton, la trascina in una turpe relazione solo per tormentare Cathy. Ci riesce, lei muore, lui si dispera.

Io non sarò mai quello che si lamenta di aver trascorso 136 minuti con Margot Robbie anche se non capisco perché in Saltburn ho visto il pipino di Barry Keoghan e qui gnente, manco un capezzolo di Margot o una chiappetta di Jacob. La messa in scena è ricca di alti valori produttivi, però al di là della bellezza dei protagonisti e dell’approccio ardito al testo originale, squarciando il velo dell’erotismo e travalicando i confini dell’epoca, quel che resta è un pugno di bei vestiti e due attori affascinanti e stilosi, un’opera datata trascinata da una serie di sfilate di mora e arredi molto molto costosi per disegnare un neo su una parete. Ah la tauromachia.

Ultima nota per Alison Oliver nei panni di Isabella, la protetta di Linton – e anche di Fennel, dato che era già in Saltburn –, straordinaria nei panni della giovane donna a cui è sostanzialmente impedito di crescere e di così essere in grado di decifrare il mondo. Così si fa irretire dal primo che passa – che poi è Elordi, j’è annata pure bene. Forse l’unico momento in cui il film si smarca dal cliché e assume contorni quasi horror: Heathcliff seduce la giovane Isabella, soggiogata dal suo fascino, un oscuro incantatore al centro di uno dei pochi momenti da ricordare del film. Forse l’unico.
** Ragazzi, state commettendo un grosso sbaglio.
Ecco le migliori frasi e citazioni di “Cime Tempestose”.
Le migliori frasi e citazioni di “Cime Tempestose”
Perché devo essere circondato dalle donne? Signor Earnshaw
Mi perderò ancora di più e ogni giorno se serve a risparmiare te. Heathcliff
Catherine: Credo ti piaccia tormentarmi.
Nelly: Non quanto a te piaccia piangere.
Mi amata pena. Heathcliff
Non lasciarmi in questo abisso in cui non riesco a trovarti. Heathcliff
Categorie
