Avatar – Fuoco e Cenere: Tre ore e dieci di Convenzione di Ginevra alla camomilla blu
In Italia dal 17 dicembre 2025 con le sue tre ore e dieci di spettacolo in 3D Avatar 3 – Fuoco e Cenere di James Cameron si candida a essere uno dei film più attesi e discussi del 2025. In questa recensione senza filtri analizziamo la trama, le novità (poche), la tecnologia 3D, i personaggi, le migliori frasi e citazioni e le scelte narrative di Cameron, spiegando perché questo terzo capitolo di Avatar rischia di trasformarsi più in una maratona di resistenza che in un’esperienza cinematografica. Se state cercando una critica ironica, pungente e approfondita su “Avatar – Fuoco e Cenere”, siete nel posto giusto.
Se esiste un diritto umano violato più spesso delle ferie non godute è quello del giornalista cinematografico sequestrato per tre ore e dieci, impossibilitato a scrollare Instagram, obbligato a indossare gli occhialini per usufruire di un 3D sfocato – roba che nemmeno nei cinema parrocchiali a metà anni ’90, quando il 3D era due filtri di Fanta e un mal di testa garantito.
Sì sì ok, sono incazzato e forse un po’ esagero ma ce l’ho con James Cameron e Avatar – Fuoco e Cenere, che sarebbe anche un titolo potente… se poi non ti ritrovassi a chiederti, sudato in sala: “Ma io sta roba l’ho già vista”. Si perché il senso di deja-vu scorre potente nel terzo capitolo della saga Na’vi: stesse balene, stessa acqua, stessi alberi-divinità, stesse battaglie tra navi ultra tecnologiche, pescatori rubati alla tonnara di Scopello, stessi conflitti, stessi dilemmi morali.
Il dubbio mi pervade: ma non è che per girarli insieme, qualcosa il buon James ha riciclato?
È come rivedere il matrimonio di un amico per la terza volta: sai già che finisce male, ma non capisci perché ci sei ancora dentro.
La tortura blu (durata: 00:00 – 3:10:00)
Dopo venti minuti avevo già:
•gli occhi gonfi che imploravano riposo,
•la testa che chiedeva “per favore spegnimi”,
•le gonadi devastate da una trama che chiamarla “nuova” è come dire che il supplì è una cucina molecolare.
Caldo in sala, occhialini appannati, a un certo punto mi cade la penna dove stavo annotando sul quaderno tutte le bestemmie del mondo contro Cameron.
Altro che fantasy: Avatar 3 è Escape Room — Edizione Premium.
E tu pensi: quanti film poteva fare James Cameron in questi anni invece di ritrovarsi incastrato su Pandora a girare un raffinatissimo documentario del National Geographic, ma meno sexy delle foche?
La risposta è: tanti. Ma lui, evidentemente, ha deciso che la sua missione su questa Terra è farci vedere balene incazzate e gente blu che fa tuffi senza nemmeno un sottotesto erotico. E questo, diciamolo, è imperdonabile.

Trama: copia-incolla con qualche capra
Avatar 3 ha:
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- l’eroe reticente che non vuole usare il suo “potere”;
- i giovani pro-qualcosa per ingraziarsi Gen Z e Gen Y;
- la dicotomia “giovani vs vecchi, scienza vs religione, progresso vs famiglia nella giungla”.
- i riferimenti a quanto facciamo schifo come Occidente. Per caso in questo film ci sono soldi cinesi? O arabi? O entrambi?
La vacanza dei Sully diventa come io mi immagino ogni viaggio on the road proposto da mia moglie: assalto dei corsari, rapimenti, diarrea mentre percorri strade di campagna, panino Camogli a 20 euro.
Intanto versione Jon Snow in blu, Spider è schifato dalla madre adottiva perché diverso – ma sappiamo tutti che prima della fine lei farà la solita virata da Mulino Bianco.
E poi c’è Quaritch, che finalmente si diverte con la sua amante indiana (era ora), ma non abbastanza da sturare quella sciabola che ha piantata perennemente nel fondoschiena.

Il reparto “solo per adulti”: Oona Chaplin
E poi arriva lei, la musa correttiva del film, la donna per cui mi farei strappare il cuore subito dopo il coito: Oona Chaplin. Quella che in Game of Thrones ha fatto impazzire il Lupo del Nord e mandato a carte quarantotto mezzo Westeros. Qui appare in mezzo agli occhialini appannati, alle balene furiose e alle capre blu, e ti dici: “Va bene James, almeno questa scelta di casting vale la tortura”.
Perché sì, da Varang mi farei fare di tutto, non solo in 3D (che fa schifo), ma pure in 2D, 1D e anche in Dungeons and Dragons.
Tre ore e dieci senza cellulare
Intorno a me:
•gente che andava al bagno in processione;
•gente che usciva a fumare e tornava più felice;
•gente che fuori dalla sala spolliciava tette su Instagram davanti alla polizia del “cellulare spento”.
Io invece inchiodato, ostaggio degli occhialini di plastica, con mia moglie che nel frattempo mi scriveva messaggi drammatici tipo “dove sei?” e io che rispondevo “in guerra”.
Forse ha ragione mia figlia: non mi piace più niente.
Il cast maschile? Un disastro dolcissimo
•Ribisi: crollo verticale. Non che fosse mai stato un quadro del Rinascimento.
•Uno dei giovani è Ben Shelton (giuro, sembra lui).
•Jermaine Clement (Ian Garvin) l’ho visto in Legion, dove aveva più senso di qui.
•Sam Worthington non è scemo: tre film, tre figli, e ancora gli piace l’odore di Zoe Saldana al mattino.

Verdetto finale
Avatar 3 è un film che non finisce: evapora la tua sanità mentale un minuto alla volta.
È lungo come un trasloco, stancante come una riunione di condominio, luminoso come una lampada rotta dell’Ikea.
Se amate il 3D, la natura, le balene incazzate e le Capre del Futuro, forse vi piacerà.
Se invece volete vivere… guardate la versione classica.
** Ragazzi, state commettendo un grosso sbaglio.
Ecco le migliori frasi e citazioni di Avatar – Fuoco e cenere.
Le migliori frasi e citazioni di Avatar – Fuoco e cenere
Le armi di metallo sono maledette. Toccarle avvelena il cuore. Ronal
Quando cavalchi la bestia, diventi la bestia. Jake Sully
Tutto quello che tocco si rovina. Lo’ak
Bro’. Lo’ak
Questa è una famiglia, non una democrazia. Jake Sully
Skxawang – parolaccia navi
I Sully non mollano mai.
I Sully stanno insieme.
Abbiamo un’altra opportunità, ma è radicale. Colonnello Miles Quaritch
Varang: Io ti vedo.
Quaritch: Altroché.
Se vedi questo mondo vedrai te stesso. Jake Sully
Ho un PhD, quanto può essere difficile. Ian Garvin
La mia protesta è stata registrata ora, stronzi? Ian Garvin
Queste frecce insieme non possono essere spezzate. Jake Sully
Guardami: non sparare a chi ami. Jake Sully
La luce torna sempre
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