Recensione Stranger Things 5 – Volume 1: quattro episodi tra epica e confusione
La recensione del Volume 1 di Stranger Things 5 non può che partire da un dato: la stagione finale comincia con più spiegoni di un film per la tv della domenica pomeriggio. Netflix ci porta di nuovo nel Sottosopra, tra citazioni anni ’80, superpoteri potenziati, riferimenti ai Goonies e idee da Marvel Cinematic Universe. Il risultato? Un mix che intrattiene, diverte, ma a volte annaspa nella sua stessa ambizione.
La fine è vicina, gli spiegoni pure
C’è un momento, in ogni saga, in cui capisci che siamo arrivati. È quando i personaggi sono caratterizzati come gli Avengers — sì, perché Stranger Things ormai è diventato il Marvel Cinematic Universe dei nostalgici del Mulino Bianco.
Solo che invece di Captain America c’hai Lucas che fa l’agente Coulson, e invece di Thor c’hai Undi che ormai vola, levita, teletrasporta, fa tutto tranne che chiedere a un adulto come ci si veste nel 1987.

Gli spiegoni: una specie in via di sovrapproduzione
La prima puntata è talmente piena di spiegoni che a un certo punto ho avuto paura che comparisse Alberto Angela a dirci “questa creatura vive nel Sottosopra… ed è molto timida”.
Sono 50 minuti di “vi ricordate che nella stagione scorsa…?”, “vi ricapitoliamo cosa è successo nell’anno e mezzo…”, e “vi rifacciamo vedere tutto perché non avete avuto tempo per il rewatch”.
Tradotto: è l’algoritmo Netflix, tutto per darti l’idea di seguire la storia anche se stai stirando in box come Tom Cruise in Risky Business.
Le scelte di regia: il flashback del flashback del flashback
Momento epico: il primo i secondo scontro col Demogorgone.
Momento meno epico: lo interrompono sul più bello per fartelo rivedere come flashback… di due personaggi che NON erano presenti.
Cioè è talmente un abuso di linguaggio cinematografico che persino Nolan ha alzato il telefono per dire “oh, ma siete scemi?”
La palude dei riferimenti pop
I Duffer: “Raga… gli anni ’80!”.
Noi, cinque stagioni dopo: “Sì, ok, grazie, abbiamo capito”.
•Undici vestita come Brandon dei Goonies (ma coi superpoteri e meno simpaticissima)
•Erica che a un certo punto fa una roba alla Dexter Morgan (diciamo licenza poetica)
•Vecna che entra in scena come Darth Vader in Rogue One (e infatti metà pubblico si aspetta che faccia “Adesso basta, passo io”)
•Holly, la bambina, è un incrocio disturbante tra Cappuccetto Rosso, i disadattati di The Village e la bambina della pubblicità del Brondi
•Derek, il nuovo arrivato, sembra Paolone di 7 chili in 7 giorni: solo una crema al mascarpone di separazione.
È tutto così melmosamente meta che manca solo che Joyce apra un cassetto e trovi una VHS scritto “Stranger Things – pilot”.
Marvelizzazione pesante
Ogni personaggio ormai ha un suo “potere”:
•Dustin = tech guy
•Undici = supereroina che vola
•Lucas = quello che tiene insieme il gruppo (tipo Colla UHU)
•Mike = boh, c’è, fa cose, si agita, alla Mrs Marvel.
È tutto costruito come gli Avengers dopo lo schiaffone di Thanos: squadra divisa, trauma ovunque, gente che non dorme da giorni, e intanto Upside Down parte in sottofondo come se fosse I think we’re alone now remixata da Tiffany e Vecna DJ set.
Il rapporto Dustin–Steve: padri, figli e sentimenti repressi
È la cosa migliore del Volume 1.
Dustin si ribella, Steve fa il fratellone/padre divorziato che non sa come comunicare con suo figlio mentre guidano verso l’ennesima follia.
È tenero, è scritto bene, ed è l’unica storyline non ricoperta dalla marmellata di citazioni. O forse non ricordo io.
Murray: RIP
Murray è stato ufficialmente distrutto.
Un personaggio cult trasformato in corriere Amazon col camion grosso.
Sembra il cugino di Bud Spencer in Lo chiamavano per consegnare Prime.
Dungeons & Dragons sempre presenti
I ragazzi ormai sono maggiorenni ma le strategie le fanno ancora con i pupazzetti e il quaderno a quadretti.
È tenero, sì, ma anche un pochino “oh raga, fateve er motorino, per favore”. Oltretutto a correre in bicicletta arrivano sempre tardi all’appuntamento con la morte.
Violenza gratuita sui militari
Ammazzano soldati come fossero NPC di Call of Duty, ma tutto è giustificato da Hop che entra in scena dicendo: «Vi ucciderei tutti per salvare chi amo». Che detta da Hopper, con la faccia di chi ha dormito 9 minuti in 4 puntate, suona proprio come una dichiarazione programmatica.
Joyce: la madre di Will e dei problemi di Will
Joyce comunica con Will solo tramite sganassoni educativi, come in L’aereo più pazzo del mondo. Ogni 75 minuti qualcuno le dice “signora, stia calma” e lei risponde con la mano aperta.
Considerazioni finali
Volume 1 è:
•tecnicamente clamoroso
•narrativamente confuso
•pop oltre il livello di guardia
•l’insopportabile posta del cuore di Robin
•scritto per far felici i nostalgici, i nerd e gli altri nerd
•pieno di scene fighissime e scelte discutibilissime
Ma Stranger Things è sempre Stranger Things:
ti irrita, ti diverte, ti stressa, ti condiziona socialmente e ti fa chiedere perché sto guardando questa cosa alle 3 di notte?
E poi arriva la fine della quarta puntata, quella rivelazione.
Che dovrebbe sconvolgerti.
E invece…
Era talmente telefonata che mancava solo che Vecna comparisse con un cartello: “GUARDA CHE È QUESTO IL COLPO DI SCENA, EH”.
Ecco le migliori frasi e citazioni di Stranger Things – Volume 1.
Le migliori frasi e citazioni di Stranger Things – Volume 1
Cosa c’è in te che fa emergere il Neanderthal che è in loro. Robin a Nancy
C’è differenza tra coraggio e stupidità. Ho visto morire uomini coraggiosi. Mia figlia Sara era coraggiosa. Hopp
Tina vai alla porta sii gentile a meno che non sia un mormone. O un democratico.
A volte le persone hanno bisogno di qualcuno che le incoraggi e fanno delle cose incredibili. Joyce
A differenza tua non dormivo durante Algebra 1. Dustin
Si chiama visualizzazione. Mia mamma lo fa quando finisce il valium. Derek
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