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Godzilla/Gogila e l’eterogenesi dei fini [SPOILER]

godzillaVorrei chiarire fin da subito: non so ci sia o meno una scena dopo i titoli di coda, questa ossessione del cinema moderno al pari del 3D, non fare mai vedere il sangue e le faccette stonate di Johnny Depp. Mi scuso con tutti voi, so che non aspettate altro, ma lo sapete che giornata ha avuto il Vostro Affezionatissimo? Il Muro Torto era bloccato da viale Giulio Cesare, sono stato costretto a tornare indietro e parcheggiare la macchina vicino alla metro, correre al cinema dove un tizio ha voluto vedere cosa avessi nello zaino. “Cosa cazzo vuoi che abbia nello zaino? Il kit del piccolo pirata?”.  Ovviamente avevo il porta pranzo sporco di sugo con le polpette, il pane per casa e una confezione da 24 di profilattici. Nello sguardo dell’uomo ho visto correre un brivido di terrore, e io ho capito che nel suo animo si nasconde lo stesso demone che c’è nel mio: paura, paura di riprodursi (ancora).

Quindi, tornando a noi, come è finito Godzilla, sono scappato, avevo paura di perdere la metropolitana, perché in questa città gli autisti del servizio di trasporto pubblico vanno a casa a dormire prima di me. Poi magari si danno malati e vanno a cantare le canzoni di Califano in un piano bar al Torrino. Ma so’ malati. Sì, insomma, non volevo divagare ma semplicemente spiegare perché quindi non so se c’è una scena dopo i titoli di coda nel film Godzilla. Chi lo sa per primo lo scriva qua sotto. Anche perché il film vale anche una seconda visione e io potrei tornare volentieri a vedere Godzilla, sentire Ken Watanabe dire “Gogila”, ammirare Bryan Cranston indossare e interpretare il gatto morto che Antonio Conte porta con sé ogni santo giorno – a proposito, sembrerà incredibile ma il gatto morto lo indossa meglio Antonio Conte, ecco la prova:

"Ma questi sono i miei capelli o quelli di Conte?"
“Ma questi sono i miei capelli o quelli di Conte?”

Insomma, Gogila vale la seconda visione, addirittura pagare il biglietto anche per dare soddisfazione ai produttori che hanno scelto di mettere insieme un cast di millemila premi (Golden Globe, Emmy e Oscar) per un film che si apre con la seguente battuta: “Qui è un casino, un casino pazzesco”. Se queste sono le prime parole di Godzilla – ah scusate Gogila -, cosa serve ingaggiare premi Oscar, Golden Globe ed Emmy (Binoche, Strathairn, Cranston, Watanabe, Sally Hawkins e Aaron Taylor-Johnson) come se non ci fosse un domani per far dire loro ‘ste stronzate? Hanno voluto fa gli sboroni. E hanno fatto bene anche se nun se po vede poro Walter White che fa la checca e piagne e chiede di suo figlio. “Portatemi mio figlio gne gne gne”. Un po’ di cazzo di rispetto. Almeno Juliette Binoche muore subito. Cazzo ho spoilerato. Pure Walter White muore quasi subito (cazzo ho spoilerato/2). Poi capisci che vale la pena di investire anche sul tre-di (copyright Michelle Patè) quando vedi quei fichissimi sovrattitoli che sembrano uscire dallo schermo per darti uno schiaffo in faccia. “Tokyo”. Cazzo, capisci subito che sta per accadere qualcosa di grandioso, che come minimo sta esplodendo una centrale nucleare o un uccellaccio in calore che assomiglia ad Alien ha deciso di spaccare tutto.

L’inizio in effetti sembra Prometheus. I minatori filippini hanno scavato troppo in fretta e troppo in profondità e hanno scoperto un’enorme caverna sotterranea dove trovano un enorme fossile lungo come un campo di calcio. Vicino, c’è una cosa che sembra una clamorosa cacata di uccello. Avete presente in Prati, qui a Roma, quando i piccioni vi inondano l’automobile o peggio cacano sulla vostra giacca? Be, uguale. A quanto pare qualcosa è scappato dalla grotta ed è andato in Giappone, a rompere i coglioni a Bryan Cranston nel giorno del suo compleanno. Siccome è il 1999, Bryan Cranston è tutto liscio e rifatto che manco Ornella Vanoni, ma soprattutto ha il gatto morto di Antonio Conte in testa. Pare sia un’epidemia quella di gatti morti indossati da personaggi pubblici, una rigogliosa foresta di peli pubici sulla testa. Cazzo tu sei Walter White. Da questo punto, le larve e ciò che ne esce sembra avere una particolare attenzione alle sorti del figlio di Bryan Cranston, Ford. Da questo momento in poi, dove sta Ford succede un disastro. Cazzo, peggio della Beata Quartina. Ve la faccio breve: la cosa delle Filippine altro non è che un enorme mostro preistorico che ha dormito nelle viscere della terra per millenni e che dominava il pianeta quando era pieno di radiazioni. Mano a mano che le radiazioni sulla superfice diminuivano, lui scendeva in profondità per trovare le radiazioni che arrivano dal nucleo. Ora che l’uomo ha costruito gli impianti nucleari, questi mostri hanno un supermarket dove andare a nutrirsi, senza considerare gli snack veloci rappresentati dai sottomarini nucleari. Il mostro va a fare il nido nella centrale nucleare giapponese dove lavora Cranston – i cui capelli potrebbero rappresentare uno spiacevole effetto collaterale delle radiazioni. Quindici anni dopo, la larva si schiude e cosa ne esce? Alien! La cosa veramente carina è che Alien è innamorato (per dirla bene) o semplicemente infoiato (per dirla come la racconterebbe una bestia come me) e cerca il mostro che quindici anni prima era uscito dalla larva sotterranea nelle Filippine. A sto punto già sento i vostri neuroni in moto esclamare “Cosa cazzo c’entra Godzilla con il reboot fake di Alien?”. Siete veramente perspicaci, ecco perché leggete il mio blog e non andate su Repubblica ad ammorbarvi con le interviste di Arianna Finos. Il bello invece di Godzilla è che praticamente il mostro è una sorta di nemesi di questi mostri, anch’esso proveniente dalla stessa era ma che esiste esclusivamente per impedire a ‘sti due Alien infoiati di copulare. Quindi il film di Gareth Edwards – meglio conosciuto come il regista che fece un film intitolato Monsters ma non mise neanche un mostro nel film – è tutto su i due Alien e Gogila che ingaggiano una furiosa battaglia in giro per il pianeta, se le danno di santa ragione, distruggono San Francisco, Honolulu e qualcos’altro che nemmeno ricordo. Gli esseri umani sono spettatori ma tipo gli ultras che ti fanno squalificare il campo o rimandano una partita, nel senso che qualsiasi cosa cercano di fare gli Uomini mettono casino (– sarebbe la eterogenesi dei fini, coccinema. – cazzo dici è solo un casino lo dicono pure all’inizio del film). Oltrettutto, mettere a posto sto macello sarà un bel problema, lo scrivo per i coniugi Obama, non ci sono soldi per il nuovo sistema sanitario degli Usa figurati per ricostruire San Francisco. Li chiederanno alla Apple.

bianca****½ Fa un po’ di tutto, anche se tutto quello che fa è bello ma inutile, un po’ come la matematica pura: magari non serve, ma è sublime.

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