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Visioni successive – Le tette di Emma Stone

Non ho mai avuto interesse per le commedie giovanilistiche, i film adolescenziali ambientati in un liceo o simili. Soprattutto da quando è terminata quella fase della mia vita; a meno che non riguardino quella fase della mia vita in un’ottica temporale come Adventureland, o a meno che qualche tv, digitale o satellitare non trasmetta Breakfast club (non passa abbastanza in tv Breakfast club).
Easy A – o come è stato tradotto per l’Italia Easy Girl – rientra in questa categoria. Ma rientra anche nella categoria dei film con Emma Stone. Avete presente Emma Stone? Emma Stone fa sesso con ogni espressione dei suoi occhi, quando ancheggia, quando si sposta i capelli di lato. Ma soprattutto Emma Stone ha un cervello. Io lo so che lo ha, una mente illuminata come quella di Margherita Hack, arguta, vivace… aaaahhhhh, Emma Stone. Qualcuno ha dei fazzoletti?
Ma la cosa di Emma Stone che mi fa andare fuori di cesello è la voce. Ecco perchè guardare Easy Girl (in italiano) e non Easy A (in lingua originale) è un oltraggio. Easy A vive tutto sulla voce di Emma, che tra l’altro è sullo schermo il 100% del tempo, e parla il 150% del tempo. Masticata, roca, profonda, è come mi immagino un call center sexy gestito da Cate Blanchett o Charlize Theron o da Emma Stone. Il film è tutto lì, perchè quando Emma è sullo schermo o parla o si sente la sua voce narrante che la accompagna mentre sui muove sinuosa a scuola, a casa, online, in quel momento un maschio sano perde la trebisonda.
Il risultato è un film divertente, semplice ma arguto che forse si perde in un finale che diventa semplicistico nella fiducia nella Verità che risolve tutto. Ma, oltre ad essere un film vivo e acuto, Easy A ha anche un bel cast di prestigiose seconde linee che rappresentano quel di più che ti lascia contento sui titoli di coda: la coppia di genitori “progressive” interpretata da Stanley Tucci e Patricia Clarkson, il professore illuminato Thomas Haden Church e Lisa Kudrow che fa sempre due faccette.
Poi c’è il finale. Un finale che piacerà proprio a quelli della mia generazione, quelli che hanno amato i film di John Hughes, quelli con i numeri musicali quando proprio non c’entrano niente, quelli con tutti gli attori che oggi solo noi ci ricordiamo il nome. Ma Emma no, Emma ce la ricorderemo.

3 e mezzo buono***1/2
Non hai mai sentito nominare il Millenium Falcon?

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