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Visioni successive – Quando il vicino puzza di tabacco

lapassioneIl sospetto doveva venirmi subito. L’Eurcine è pieno di pensionati del quartiere, e la cosa, di per sé non è cattiva. Se non fosse che hanno quel chiacchiericcio fastidioso di chi si rivede dopo tanto tempo, per lo più una settimana passata a badare ai nipoti e presentarsi all’alba alla posta, e  hanno quel tono fastidioso da call center: mentre parlano sembra che ridano.

Poi, era veramente sospetto che la bigliettaia non mi capisse.

Io: “Due centrali”.

La bigliettaia: “Eh, ma sono tutti centrali”.

Io: “Cosa?”.

La bigliettaia: “C’ho solo la terza fila”.

Io: “Almeno laterali”.

La bigliettaia: “Nun ce so’ laterali. Ao me stai a bloccà la fila. ‘Sta gente col pannolone deve annà ar bagno. Beccate ‘sti biglietti per La passione. Sono 14 euri”.

Sala 4. Un’unica colonna di sedie, 6 per fila. Il tizio di fianco puzza di tabacco. Dietro di me una tizia tossisce e sento l’aria sputata fuori dai bronchi che mi passa sopra la testa. Quando mi giro scopro che è una bruttona sui 30 anni, al cinema addirittura con l’uomo.

Io: “Ma la mano davanti alla bocca. No?”

La bruttona con l’uomo: “Ma come sei borghese. È un retaggio antropomorfo di un’educazione iperpoliticizzata. Se uno ha la bronchite deve poterla esprimere”.

Io: “Ma che te sei magnata vocabolario e Vendola per merenda?”.

La bruttona con l’uomo: “No, piadina con salciccia e broccoli”.

Inizia il film e avviene una cosa strana: la gente ride. Ma ride per delle cose strane, delle cose che non fanno ridere. Un telefonino tocca vibrando la mano di Orlando? Ridono. Orlando beve dell’acqua? Ridono. Orlando si mette le ciabatte? Ridono. Guzzanti dice buonasera? Ridono a crepapelle. Io non capisco il perchè e mi sento escluso da questa ilarità. E penso a Mazzacurati che, evidentemente come il suo protagonista, non sapeva cosa cazzo elevare a dignità di film e così, come i bambini orgogliosi della propria produzione fecale, ha pensato di mettere sul grande schermo un qualche caso autobiografico per trovare mezza idea. Ha raccattato qualche volto televisivo ed è andato a caso, con una sceneggiatura senza uno spunto davvero brillante, senza che riesca mai a intrattenere senza domandarsi “ma cosa vuole dire?”. Senza contare la regia con mano tremante: prima tutti primi piani stretti, poi inquadrature degne di una fiction. Niente, niente e niente.

L’unico momento che tira fuori un’emozione è quando Orlando si rivolge a Battiston imbarazzato dalle risate per la sua performance nei panni di Cristo dicendogli: “Sei povero, sei ricercato, sei proprio come Gesù”. Beh confesso che mi sono quasi commosso. Chissà se i pensionati hanno smesso di ridere.

2**
Ragazzi, state commettendo un grosso sbaglio.

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