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Prima visione – 9 per Burton

9_usIn un futuro post-apocalittico Tim Burton incontra Timur Bekmambetov e si scambiano i numeri di telefono, capiti mai di poter far precipitare i guardiani del giorno sul pianeta delle scimmie per prendere un the aromatizzato alla banana. Così, una sera, a un party nella villa di Elijah Wood a North Hollywood, mentre Helena Bonham Carter si ubriacava con una tisana al ginseng, i due si appartano in una delle salette cinematografiche e si sparano un corto di tal Shane Acker su un gruppo di bambole di pezza che cercano di sopravvivere in un mondo dominato da macchine da guerra che hanno distrutto il loro creatore: l’Uomo. I due organizzano una seduta spiritica per contattare il creatore delle macchine ribelli, tale Cameron James, ma il telefono è occupato. Poi provano con Jonathan Mostow e, alla risposta, Burton con voce il falsetto grida nella cornetta stile Russo Jervolino: “Replicame ‘sto Nick Stahl”. Mostow ci rimane male e decide di accettare il primo soggetto capitato sulla sua scrivania. Il resto lo conoscete e ancora oggi Mostow risponde con estrema cautela al telefono pensando se non fosse stato meglio che in quell’occasione lo sconosciuto gli avesse chiesto “Posso parlare con Miss K Urina?”.

Finiti gli scherzi telefonici a Tim e a Timur – giuro, è il loro nome di battesimo, anche se sembrano due gemelli che fanno la lotta greco-romana in Siberia – viene in mente che in fondo non sarebbe male produrre un film sulle bambole di pezza che devono salvare un mondo in sfacelo da delle terribili macchine da guerra.

Tim: “Passami La Repubblica che in Italia stanno messi più o meno così”.

Timur: “Guarda che in Russia non stiamo mica meglio. Come pensi che il mio papà abbia racimolato il primo trilione di dollari? Poi si è dato alle troie e ha finanziato Wanted”.

Tim: “Ok, prendo i tuoi soldi ma solo come protesta socio-culturale contro il vostro presidente-zar Putin. E sappi: niente fica”.

Timur: “Va bene Tim, fai pure un po’ come cazzo ti pare”.

I due andarono così discutendo. Ecco perchè in 9 c’è tanto Edward mani di forbice e sentirete le voci di alcuni attori molto amati da Burton come Landau e Glover oppure la Connely che sembra la Bonham Carter ma più giovane e più carina e un po’ più tutto. Ecco perchè non vedrete delle spider arrampicarsi sui grattacieli, anche perchè le città sono semidistrutte e l’unica cosa meccanica che si muove sembra il Kraken coi tentacoli. Credo – ma non ricordo bene perchè il film l’ho visto un mese e mezzo fa – che 9 mi sia piaciuto ma poi non così tanto, e voglia di scrivere il post non ne avevo, ecco perchè la tiro per le lunghe. Insomma, non è male e anche l’idea centrale c’è ed è ben esposta, forse manca un po’ di brivido e di azione ma è pur sempre un film animato con delle cazzo di bambole di pezza che prendono vita e hanno esigenze filosofiche e anche fisiologiche. P.E.Z.Z.E…A.R…C.U.L.O. Lo avevo detto che era una satira sull’Italia.

Al momento non ho capito se 9 avrà una distribuzione italiana. Arrangiatevi con il dvd. Prendetelo qui, ve lo portano a casa con 13 euro.

3 buono***

È stata la cosa più divertente che ho fatto senza ridere

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