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Tyrannosaur – C’è un tirannosauro seppellito nel mio giardino

È difficile non restarci male e uscire dalla sala o interrompere la riproduzione del dvd/blu-ray quando ‘pronti e via’ il protagonista del film ammazza un cane a calci. Il suo cane. Un cane buono. Capisci subito quanto sia problematico il tizio e ti chiedi se te lo sei meritato, quel film. Chi cazzo me lo fa fare? Sono una brava persona, non fumo-non bevo-pago le tasse. Sono una persona civilizzata io, cazzo. Doppio cazzo. Non mi merito di vedere un cane morire preso a calci nel mio salotto, nella stanza dove i miei figli vengono a giocare.

Invece, in Tyrannosaur, Joseph uccide il suo cane e non finisce qui. Anzi, forse, probabilmente, si mormora sia una delle cose meno peggio delle brutte cose che accadranno nell’ora e quaranta di proiezione.

Tyrannosaur è potente, in quattro/cinque momenti ti prende letteralmente a calci in faccia, sorprendendo con la sua durezza ma non indugiando nella violenza. Il regista Paddy Considine vuole raccontare una periferia violenta dell’Occidente evoluto, non mostrarla. I suoi personaggi non sanno nemmeno se vogliono una catarsi e una seconda opportunità. Sopravvivono, facendo quello che l’istinto di sopravvivenza gli suggerisce. Hanno i loro demoni da combattere. Se Joseph cerca di affogare nella birra il suo passato di violenza familiare riuscendo solo a ottenere l’autodistruzione, Hannah non riesce a immaginare una via di uscita dal suo presente di violenza che non sia essa stessa violenza. Joseph non crede a niente, Hannah crede a tutto. Joseph riesce a cambiare tentando di costruire un futuro rispettabile demolendo il suo presente; Hannah demolisce il suo presente cambiando il suo futuro.

Nel mondo animalesco non si salva nessuno, alcuni ci provano, facendo intuire che per il regista, forse e sottolineo forse, c’è del buono in tutti noi, mentre soltanto i cani sembrano conquistarsi l’affetto di tutti, tanto che uno dei personaggi confessa: “Se vinco alla lotteria compro uno zoo”.

Aggiungo che il protagonista è interpretato dal tizio che in Braveheart propone di scappare prima della gloriosa (poi) per gli scozzesi guidati da Wallace battaglia di Stirling Bridge, e che probabilmente Considine costruisce uno dei migliori funerali visti al cinema che io ricordi. Ecco che Tyrannosaur si merita la vostra attenzione.

****½ Fa un po’ di tutto, anche se tutto quello che fa è bello ma inutile, un po’ come la matematica pura: magari non serve, ma è sublime.

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