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Non Lasciarmi – Quel che fa paura

non lasciarmi locandina“Quel che fa paura, sono i tasti estremi del pianoforte”. Mi sono venuti in mente questi versi di Max Gazzè qualche ora dopo la visione di Non lasciarmi. Perchè il film di Mark Romanek è un film estremo, di una bellezza terrificante, che ci porta ai confini di un mondo che non conosciamo ma che forse “sentiamo”.

Mi ci è voluto un po’ per farmi un’idea su Non Lasciarmi. Non a caso questo post è stato scritto in due tranche distanti tre settimane l’una dall’altra. Cosa è Non Lasciarmi? Un film su una distopia? Un futuro oscuro in cui gli esseri umani, intesi come genere, compiono atti disumani in nome di un principio egoistico superiore e in cui il nostro futuro non è necessariamente un miglioramento ma un imbarbarimento del nostro presente?

Oppure è un film d’amore e di amicizia, su tre individui che cercano le risposte alle loro esistenza, prendendosi cura l’uno dell’altro ma riuscendo inevitabilmente a farsi del male?

Oppure è un film di fantascienza in cui non è o non è solo la tecnologia a cambiare e a cambiarci ma è l’Uomo a cambiare e, in un certo senso, a entrare in avaria come Hal9000 in 2001: Odissea nello spazio?

Ho riflettuto su questa domanda tre settimane, e sono giunto alla conclusione che Non lasciarmi è un film su di noi, sul nostro oggi, sul nostro presente e sulle nostre scelte. I cloni sono dei reietti, degli esclusi, sono guardati con diffidenza se non con disprezzo, la loro vita non vale niente. Ma riflettiamoci: possiamo dire che già oggi non sia così? Che già oggi ampi strati della società – meglio – di uomini e donne non siano esclusi, reietti, disprezzati? Insomma, che le loro vite non valgono niente? Ecco perchè il valore di Non lasciarmi va al di là di quello che ho semplicemente visto sullo schermo, perchè “quel che fa paura sono i tasti estremi del pianoforte” e noi siamo pericolosamente vicini a quel limite.

Ed è anche perchè, tante cose restano non dette, non spiegate: come il genere umano sia arrivato a questo abominio è lasciato lì, dando qualche accenno, perchè Ishiguro, l’autore del libro da cui è tratto Non lasciarmi, lo sa che noi, uomini del XXI ma anche del XX secolo, certe derive possiamo capirle, sono avvenute, stanno avvenendo. Trattare i nostri simili come schiavi, a disposizione per il nostro benessere, oppure come guardiamo gli invisibili delle nostre città, quelli che stanno ai margini della strada o davanti un supermercato a chiedere l’elemosina.

Una battuta sulla regia, precisa ma forse un pelo troppo didascalica e ridondante. Bravi gli attori: enorme Carey Mulligan (come è quasi sempre volendo considerare un incidente di percorso Wall Street 2), bravo Andrew Garfield (forse troppo per uno che deve interpretare Peter Parker nel reboot di Spiderman per i teenagers americani) mentre, lo sapete, disprezzo la scucchiona Contessa-Keira-reginadeipirati-Knightley ma devo ammettere che non è stata del tutto insopportabile. Stavolta.

bianca nanni moretti pagelle stellette cinema coccinema****&1/2 Fa un po’ di tutto, anche se tutto quello che fa è bello ma inutile, un po’ come la matematica pura: magari non serve, ma è sublime.

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