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Steve Harrington: l’eroe per caso di Stranger Things che ci ha insegnato a crescere

Per dieci anni Stranger Things è stata la comfort-serie dell’umanità: il plaid narrativo con cui Netflix ci ha avvolti mentre Hawkins implodeva un giorno sì e l’altro pure. Una serie che ha catalizzato l’attenzione mondiale, mescolando nostalgia anni ’80, amicizie salvamondo, Stephen King, Steven Spielberg, Chris Columbus e qualcuno me scordo, e una quantità industriale di lucine natalizie consumate per comunicare col Sottosopra. In mezzo a tutto questo, mentre Eleven sollevava furgoni con la mente e il Mind Flayer provava a fare urbanistica creativa sulla cittadina, è successo un piccolo miracolo: Steve Harrington ha smesso di essere un cliché ambulante ed è diventato il cuore emotivo della serie.

Un finale perfetto per una serie imperfetta: la nostra recensione di Stranger Things “Il Mondo Reale”

Il finale di Stranger Things 5 chiude una delle serie più amate degli ultimi dieci anni con un episodio che riesce dove gran parte della stagione aveva fallito: emozionare, sorprendere e dare un senso compiuto agli archi narrativi di Undici, Hopper, Will e dell’intero gruppo di Hawkins. In questa recensione del finale di Stranger Things analizziamo perché l’ultimo capitolo funziona così bene, cosa significa davvero la scelta dei Duffer Brothers e come questo epilogo – intenso, nostalgico e profondamente umano – riesca a unire azione spettacolare, dramma emotivo e un ritorno alle origini anni ’80 che ha definito l’identità della serie.

In questo approfondimento troverai la spiegazione del finale di Stranger Things, i temi chiave, il ruolo dei ricordi (positivi e negativi), la maturazione dei personaggi e il motivo per cui questo episodio rappresenta una chiusura coerente e necessaria dopo una stagione altalenante. Un’analisi dettagliata che va oltre la superficie e racconta perché questo addio a Hawkins è destinato a diventare uno dei momenti più importanti della storia recente di Netflix.

Stranger Things 5 – Volume 2: Un mezzo finale o una lunga camminata verso… l’Abisso?

Con il Volume 2 Stranger Things passeggia nella terra di mezza della quinta e finale stagione, una preparazione infinita verso l’epilogo, mentre i social sono in ebollizione, cercando di intuire su chi ci lascerà le penne nell’episodio finale atteso per la notte di San Silvestro del 2025 e iniziare ad elaborando il lutto. Nel frattempo si annaspa tra spiegazioni, flashback e dialoghi da tesi universitaria di teoria del Multiverso.  

Recensione Stranger Things 5 – Volume 1: quattro episodi tra epica e confusione

La recensione del Volume 1 di Stranger Things 5 non può che partire da un dato: la stagione finale comincia con più spiegoni di un film per la tv della domenica pomeriggio. Netflix ci porta di nuovo nel Sottosopra, tra citazioni anni ’80, superpoteri potenziati, riferimenti ai Goonies e idee da Marvel Cinematic Universe. Il risultato? Un mix che intrattiene, diverte, ma a volte annaspa nella sua stessa ambizione.