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Dopesick – Dichiarazione di dipendenza

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Dopesick – Dichiarazione di dipendenza è una miniserie tv disponibile su Disney+ con un ricchissimo cast: Michael Keaton, Michael Stuhlbarg, Peter Sarsgaard, Rosario Dawson, Will Poulter e Kaitlyn Dever.

Dopesick – Dichiarazione di dipendenza è ispirata al libro bestseller scritto da Beth Macy Dopesick: Dealers, Doctors and the Drug Company that Addicted America.

Dopesick – Dichiarazione di dipendenza racconta lo sprofondo morale del capitalismo, un atto di accusa contro le case farmaceutiche, le agenzie governative che dovrebbero controllarle, i media che dovrebbero vigilare su entrambi, ma soprattutto lo sfascio dei singoli individui, medici, avvocati, dirigenti, magistrati e come pochi resistano saldi nei propri principi se messi di fronte al Dio denaro.

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In un’ala di un museo si riunisce il consiglio di amministrazione di un’azienda farmaceutica, la Purdue Pharma. C’è un farmaco da lanciare, miliardi di dollari da guadagnare. Da quei luoghi eterei, in mezzo alla bellezza e alla opulenza, si passa alla sala di attesa di un medico nel cuore dell’America, sulla catena montuosa degli Appalachi, dove la forza di braccia e gambe del proletariato hanno contribuito a costruire proprio l’America dell’opulenza: i grattacieli della finanza, le ville dei magnati, i musei dove costoro si puliscono l’anima, finanziando l’acquisizione di nuove opere d’arte.

Il punto di incontro tra questi due mondi è una pillola di un farmaco che, secondo i padroni d’America, potrà curare il dolore in ogni forma, riuscendo grazie al potere, alle lobby e alla corruzione, a convincere la gran parte dei dottori e degli ospedali che è così, quel farmaco “più potente della cocaina”, non dà dipendenza. Dall’altra parte, c’è chi il farmaco lo assume e, piano piano, sprofonda all’inferno.

Nei suoi otto episodi, Dopesick – Dichiarazione di Dipendenza si muove lungo il pendolo del tempo che va dalla metà degli anni Novanta fino ai giorni nostri, attraversando le classi sociali, i corrotti e i corruttori, tra i malati e i guaritori fino a coloro che di fronte al dramma, la criminalità dilagante, il numero di morti che cresce sempre di più capiscono il dramma e cercano di porvi rimedio.

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La miniserie tv di Danny Strong rivela la distruzione e del tessuto connettivo degli Stati Uniti, delle piccole comunità edificate sul sudore, la fatica e anche il dolore e l’arma con cui questo mondo è distrutto con la corruzione di chi quelle persone le avrebbe dovute proteggere.

Curioso come Dopesick triangoli con altri film e serie tv arrivate negli ultimi mesi. Al Festival di Venezia 2022 ha trionfato con il Leone d’oro “All the beauty and the bloodshed” di Laura Poitras, documentario sull’attivista e fotografa statunitense Nan Goldin che lottò contro la famiglia Sackler, proprietaria della società farmaceutica Purdue Pharma, responsabile dell’epidemia di oppiacei negli Stati Uniti, i responsabili dei drammi raccontati in Dopesick.

Nel suo ultimo film, Crimes of the Future, il visionario David Cronenberg racconta una società in cui il dolore è completamente scomparso; in Omicidio a Easttown, indagini su serial killer si svolgono proprio in una di queste comunità, intrecciandosi con i problemi di dipendenza da alcol o farmaci della stragrande maggioranza delle persone; in The Dropout è esposta la truffa di Elizabeth Holmes e della Theranos, un fallimento da centinaia e centinaia di milioni di dollari, costruito sull’illusione di uno strumento che consentisse analisi cliniche a basso costo, un disastro finanziario che coinvolse investitori piccoli e grandi, ma anche persone, ricercatori, tecnici di laboratorio, travolti loro malgrado dallo scandalo.

Quello di Danny Strong è anche un prodotto di una fattura sontuosa, la scrittura è elaborata e raffinata, ma anche precisa e dettagliata, passando da questioni chimiche a dettagli procedurali, ma sono le interpretazioni a dare un qualcosa di incredibile: Michael Keaton è perfetto nel ruolo di Samuel Finnix, premuroso medico di una piccola cittadina, che prima prescrive l’OxyContin, non immaginandone il pericolo e poi precipita lui stesso nella spirale della dipendenza; anche Peter Sarsgaard ha trovato il ruolo perfetto nei panni dell’aiutante procuratore che per anni ha indagato sulla Purdue.

Dopesick – Dichiarazione di Dipendenza è un horror sull’orrore di questo tempo quando i cattivi proliferano e possono fare quasi tutti e i buoni pagano i loro peccati, come se fossero il loro ritratto di Dorian Gray.

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