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Tagrecensione

Andor 2 – La ribellione dei tè e dei telegiornali: recensione, migliori frasi e citazioni

C’è un momento in cui capisci che Andor non è più solo Star Wars, ma un’invasione aliena nel palinsesto HBO: uno dei burocrati dell’Impero, invece di approvare la distruzione di comunità e l’arresto e condanna a morto di innocenti, si stranisce perché le posate non sono perfettamente allineate per cena. E mentre tu pensi “sarà mica il nuovo Gordon Ramsay?”, arriva la mamma rompiscatole in competizione con la nuora. I volenterosi carnefici dei Sith hanno le nevrosi come il nostro capo o il vicino di casa. In questa galassia qua e in quella lontana lontana. 

Habemus Streaming: mi sono sparato Conclave per cinque euro e il Signore mi è testimone

Dunque, mentre il mondo va a funghi e voi andate in ferie o a votare o a scrollare per vedere chi è e per quale squadra fa il tifo il nuovo Papa (spoiler: non sarà Jude Law, purtroppo, e sostiene la Roma), io sono rimasto a casa a fare il missionario del cinema. Così, con spirito da martire e portafogli da penitente, ho investito cinque euro — CINQUE — per noleggiare Conclave, il film di Edward Berger che, all’epoca dell’uscita in sala, è rimasto impigliato nella mia agenda tra un’anteprima e un’imprecazione.

Havoc – Tom Hardy, pallottole e lavatrici volanti

Lavatrici volanti, pallottole che fischiano vicino alle orecchie come in una partita a Fortnite, tachicardia galoppante come dopo aver gargarozzato 7 Red Bull e i grugniti di Tom Hardy insonne da un mese e con indosso sempre la stessa camicia: ecco Havoc, nuovo titolo Netflix diretto da Gareth Evans (sì, quello di The Raid, l’uomo che non conosce la parola “pausa”), film d’azione che arriva, prende a testate la porta del genere e urla: “Avete ordinato caos extra-large?”.

Thunderbolts* – ovvero come ho imparato a non preoccuparmi del malessere interiore ed a prendere a pugni l’inconscio

Thunderbolts* inizia così: il logo Marvel si colora di grigio, sfuma nel nero e capiamo che no, non sarà uno di quei film pieni di battutine ogni tre minuti, ma piuttosto una roba in cui si affronta la depressione a cazzotti in slow motion. Bene. Thunderbolts*  è esattamente questo: il gruppo di sostengo psicologico e armato per sicari solitari e supersoldati depressi, ma armato fino ai denti e con muscoli più gonfi dell’ego di Tony Stark. Piangiamo insieme ripensando al poro Tony e noi tutti sui orfani? 

Death of a Unicorn – Weekend con l’unicorno (quasi) morto 

Paul Rudd, Jenna Ortega, un SUV e un unicorno morto: sapevamo che prima o poi sarebbe successo, a metterli insieme in Death of a Unicorn ci ha pensato Alex Scharfman, che dopo aver prodotto anche Ari Aster, decide che è giunto il momento di esordire alla regia. Tutto sotto il marchio A24, una delle realtà produttive più interessanti degli ultimi anni

Adolescence su Netflix– una recensione in piano sequenza

“Adolescence”, la nuova miniserie Netflix diretta da Philip Barantini, è un dramma intenso girato interamente in piano sequenza. Con una narrazione mozzafiato, affronta temi come bullismo, cyberbullismo e incomunicabilità generazionale, mettendo a nudo il divario tra genitori e figli nell’era dei social media. Ecco perché è la serie di cui tutti parlano.

The Brutalist: l’architetto che non c’era

The Brutalist è il film biografico sul grande architetto ungherese László Tóth, diretto da Brady Corbet, candidato a 10 premi Oscar tra cui Miglior Attore per Adrien Brody, 22 anni dopo Il pianista. 

Se non fosse che The Brutalist non è un biopic nel senso che László Tóth non è mai esistito.