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CategoriaCinema

Il Falsario: quando Netflix rifà gli anni Settanta col freno a mano tirato

Con Il Falsario, Netflix torna a mettere le mani negli anni Settanta italiani: criminalità, politica, sesso, musica pompata e facce già viste. Il risultato è un film che conosce bene l’immaginario che maneggia, ma lo usa in modo prudente, quasi timoroso. Tra suggestioni da Romanzo Criminale, estetica da “Sorrentino low cost” e personaggi che sembrano usciti da uno spin-off mai dichiarato, Il Falsario è un’opera che promette scandalo e consegna comfort.

Death by Lightning recensione: Shakespeare alla Casa Bianca, Netflix racconta la Storia

Death by Lightning è la miniserie storica Netflix del 2025 che ti racconta un presidente dimenticato – James A. Garfield – e un attentatore che voleva entrare nella Storia dalla porta del consolato, ma ha trovato solo l’uscita di sicurezza del destino. Creata da Mike Makowsky e diretta da Matt Ross, la serie non costruisce suspense: costruisce personaggi, archetipi, maschere. Con Michael Shannon e Matthew Macfadyen a guidare la scena, il racconto dell’America del 1881 diventa un palco shakespeariano travestito da convention politica, dove il potere è un caso clinico e la follia un monologo da standing ovation. In questa recensione scopri perché la tensione non la fa il proiettile, ma gli sguardi, e perché Netflix non accende il fulmine: accende i riflettori sul destino.

28 Anni Dopo – Il Tempio delle Ossa: recensione del film che trasforma l’apocalisse in religione

28 Anni Dopo – Il Tempio delle Ossa non è un semplice sequel zombie, ma una mutazione genetica del genere. Danny Boyle e Alex Garland tornano nell’universo iniziato con 28 Giorni Dopo per spostare il focus dall’epidemia ai vivi, dalla paura del contagio alla paura dell’essere umano. Gli infetti restano sullo sfondo, mentre al centro del film si impone un mondo che ha trasformato l’orrore in culto, la sopravvivenza in liturgia e le ossa in simboli. In questa recensione analizziamo temi, simbolismo, colonna sonora e significato di un film che usa l’apocalisse per parlare di fede, violenza e disumanità.

La Grazia di Paolo Sorrentino spiegata bene (più o meno): potere, simmetrie e metafore facili – Migliori frasi e citazioni

“La Grazia”, il nuovo film di Paolo Sorrentino, torna su uno dei suoi terreni preferiti: la fenomenologia del potere, l’uomo pubblico trasformato in creatura mitologica e un po’ vagamente annoiata, il rallenty come sacramento laico, Roma come anfiteatro dell’anima. Dopo “È stata la mano di Dio”, Sorrentino firma un’opera fatta di simmetrie, parallelismi, metafore lampanti (alcune pure troppo) e momenti di pura ipnosi visiva. Un ritorno alle sue ossessioni più sorrentiniane, tra presidenti, statuarie, cavalli, uomini che cercano leggerezza e domande che sembrano risposte già confezionate. E sì: c’è anche un po’ di Jep Gambardella che non ha voglia di andare a tutte queste cerimonie istituzionali.”

The Housemaid – Zizze, patriarcato e altri mostri domestici

The Housemaid – Una di Famiglia è l’adattamento del romanzo di Freida McFadden che nessuno si aspettava di vedere diretto da Paul Feig, l’uomo che da Ghostbusters al femminile in poi sembrava destinato alle commedie “così così”, e invece si inventa un thriller femminista a grana grossa, tra docce di Sydney Sweeney, psicodrammi domestici e un patriarcato rappresentato con la sottigliezza di un cartone della pizza. Un film sempliciotto, sì, didascalico e grossolano, certo, ma proprio per questo efficace: ti spiattella in faccia l’idea che la violenza sulle donne non è un incidente, è un sistema, e lo fa con abbastanza ironia, grottesco e colpi di scena da rendere The Housemaid un guilty pleasure sorprendentemente consapevole — e molto più cattivo di quanto Feig abbia mai osato essere.

Buen Camino – Per Zalone sketch, spot della prostata e un promo per pellegrinaggio

Checco Zalone allunga lo sketch fino al Cammino di Santiago, confezionando una commedia-spot che fa ridere a miccia corta: accende la gag, brucia il setup, resta la cera dell’ovvio. Analizzarlo è come recensire il libro di barzellette di Totti. Ridicolo, scontato, irresistibile.

Avatar – Fuoco e Cenere: Tre ore e dieci di Convenzione di Ginevra alla camomilla blu

In Italia dal 17 dicembre 2025 con le sue tre ore e dieci di spettacolo in 3D Avatar 3 – Fuoco e Cenere di James Cameron si candida a essere uno dei film più attesi e discussi del 2025. In questa recensione senza filtri analizziamo la trama, le novità (poche), la tecnologia 3D, i personaggi, le migliori frasi e citazioni e le scelte narrative di Cameron, spiegando perché questo terzo capitolo di Avatar rischia di trasformarsi più in una maratona di resistenza che in un’esperienza cinematografica. Se state cercando una critica ironica, pungente e approfondita su “Avatar – Fuoco e Cenere”, siete nel posto giusto.

Ammazzare Stanca: Vicari firma l’album di famiglia che l’Italia non vuole vedere

“Ammazzare stanca” di Daniele Vicari è uno dei film italiani più discussi del 2025. Ispirato all’autobiografia di Antonio Zagari, il film ricostruisce la nascita e l’espansione della ‘ndrangheta negli anni ’70, tra Nord e Sud, mischiando politica, malavita e lotte sociali. Una storia vera, ruvida e ingombrante, che qui analizziamo con la grazia di chi ha già litigato con metà dei film italiani dell’ultimo decennio.

Recensione Stranger Things 5 – Volume 1: quattro episodi tra epica e confusione

La recensione del Volume 1 di Stranger Things 5 non può che partire da un dato: la stagione finale comincia con più spiegoni di un film per la tv della domenica pomeriggio. Netflix ci porta di nuovo nel Sottosopra, tra citazioni anni ’80, superpoteri potenziati, riferimenti ai Goonies e idee da Marvel Cinematic Universe. Il risultato? Un mix che intrattiene, diverte, ma a volte annaspa nella sua stessa ambizione.

Frankenstein di Guillermo del Toro – Mostri, padri e cattivi maestri su Netflix

Netflix ha deciso di metterlo in catalogo il 7 novembre, dopo un “passaggio tecnico” in sala: due proiezioni contate, giusto per dire che sì, è uscito anche al cinema.

Peccato, perché il Frankenstein di Guillermo del Toro è tutto ciò che un televisore non riesce a contenere: un film da schermo enorme, da pelle d’oca e velluto, da luci che fanno rumore, colori che ti restano attaccati addosso come brividi.

Il lato oscuro del Boss: recensione, migliori frasi e citazioni da Springsteen: Liberami dal nulla

Springsteen: Liberami dal nulla è la storia di quando il Boss ha smesso di fare l’eroe da stadio per diventare un uomo con la chitarra e i nervi a pezzi. Jeremy Allen White lo interpreta come uno appena uscito da un ristorante ma ha la fame dell’anima. Scott Cooper lo filma come un poeta folk in crisi di mezza età che cerca la luce tra i demoni — e finisce per trovare solo più ombra. Ma che ombra meravigliosa.

Era solo Annie Hall

Non eravamo pronti, ma lo sapevamo. Perché quando scompare un’attrice come Diane Keaton, se ne va un altro frammento di quel mondo in cui il cinema era fatto di persone, non aveva ancora ceduto completamente alla serialità o agli universi condivisi.