Visioni successive – Elenco delle cose che mi sono piaciute di “Juno” (If you’re still in, i am still in)
Con ritardo arrivo buon ultimo a commentare il film che sarà ricordato per aver vinto l’ultima edizione della Festa del cinema di Roma.
Non vuole essere nient’altro che una serie di impressioni. Un elenco, insomma.
- Lo spirito da film indipendente che Jason Reitman ha infuso nel film fin dai titoli di testa – con la protagonista trasformata in un cartone animato, che attraversa la città ingollando succo di frutta attaccata direttamente alla bottiglia, sulle note di una meravigliosa canzone di Barry Louis Polisar – insieme a tanti altri piccoli e grandi dettagli sparsi qua e là; è evidente che si tratta di un film indipendente e non dovrebbe “sembrare” un film indipendente. Forse questa annotazione non è poi così positiva come pensavo;
- La colonna sonora, scelta sapientemente mescolando artisti abbastanza famosi (Belle&Sebastian, The Kinks) ed altri quasi sconosciuti (Kimye Dawson, mamma mia quanto mi piace la voce dolce e tenera di Kimye Dawson e le sue piccole storie di amicizia ed amore);
- Il nomignolo che Bleek ha dato a Juno: “maghetta”. Fantastico, glielo rubo;
- La squadra di podismo che si allena per la città e compare di quando in quando in mezzo all’inquadratura;
- La scena finale, con Bleek e Juno che suonano un brano dei Moldy Peaches in mezzo alla strada (“anybody else but you”, veramente una piccola magia) e all’improvviso compaiono i corridori;
- Il confronto musicale tra Juno/Ellen Page e Mark Loring/Jason Bateman: musica indipendente anni Novanta contro musica indipendente targata XXI secolo;
- I Sonic Youth che rappresentano in pieno il punto di cui sopra, con la loro lunga storia e l’essere un punto di riferimento storico della scena rock indipendente da almeno 20 anni;
- La lingua affilata di Juno unita alla capacità espressiva di Ellen Page, forse un po’ troppo espressiva a pensarci bene… ma no, è perfetta così;
- La solitaria manifestante che protesta contro l’aborto di fronte all’ambulatorio per l’interruzione della gravidanza; non so perché ma mi ha ricordato Giuliano Ferrara, e mi ha fatto sorridere ma non so perché… forse perché era una sola, unica, solitaria ed infreddolita manifestante?
- Juno ritratta mentre cammina, sfidando schiere di giovani che vanno in senso contrario al suo; beh, forse è evocativo solo fino ad un certo punto;
- La fredda determinazione di Ellen Page/Juno quando svela ai genitori di essere rimasta incinta a 16 anni, che intende avere il bambino ed affidarlo in adozione ad una coppia di sconosciuti trovata in un annuncio in un giornale… ed i suoi genitori non fiatano, non urlano, non inveiscono, rimangono calmi e freddi e appoggiano la figlia sedicenne in ogni scelta. In effetti mi sembra un po’ irreale e fuori dal mondo. Forse questa annotazione non è poi così positiva come pensavo;
- Ho già scritto che adoro la colonna sonora del film?
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