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Visioni successive – Ma che te credi che tutti so' come Robert Rodriguez?

macheteQuesta storia dei vecchi filmacci da far rivivere non mi ha mai convinto troppo. Mi sembra un modo facile per fare le cose all'arronzo e dire "come sono bravo, faccio le cose a cazzo ma ho un motivo, così qualcuno spenderà righe e righe su blog da nerd per giustificare quello che faccio e i soldi che mamma risparmia dal Gratta&Vinci per mandarmi al Dams".
Io credo che ci siano i limiti per aiutare la creatività, se ti autonomini come colui che può fare quel che cazzo gli pare in quanto depositario di una non meglio identificata tradizione di fare le cose da lazzaroni allora io adesso mi metto a inventare telefonate fasulle tra personaggi del mondo di Hollywood solo per il lol.

Ops.

Diciamolo: se tra trent'anni un cineasta americano pieno di sè mi viene a dire quanto erano belle le fiction della Rai e che non vede l'ora di rifarle, ma in grande, io mi tolgo la dentiera, stringo il pannolino e gli sputo in un occhio. Giuro lo faccio.
Questa dotta introduzione poi solo per giungere a the ugly truth: Robert Rodriguez non mi piace, non credo abbia alcun tipo di talento se non quello di fare le cose all'arronzo e risparmiare un po' di soldi chiedendo alla moglie di montare (il film) al fratello di fare con lui la colonna sonora e di mettersi a selezionare ogni singola donnaccia con la gonna corta da mettere in ottava fila in una scena di gruppo, solo per risparmiare, non perché ci deve provare con la tipa.
Machete così ha tutta una serie di cose arronzate e fatte male, eccessi eccessivi, personaggi caricaturali, tette al vento. C'è un personaggio che cerca la sua redenzione dopo un passato burrascoso (Machete del titolo); c'è il Texas e il problema dell'immigrazione, ci sono i politici corrotti che lucrano sulla disperazione. Ci sono pochi che cercano di salvare gli sventurati e c'è una poliziotta dell'immigrazione bona come Jessica Alba che parte come paladina della legge e finisce a parteggiare con gli immigrati. Machete è come la realtà ma fatta peggio (tipo lo spot del senatore alla Borghezio), un film in cui non c'è niente da capire o da intuire perché è tutto spiattellato, è un film completamente monodimensionale nell'epoca di Inception. Non è tutto da buttare però. Il finale è bello con la riproposizione dell'assedio di Alamo; molte scene sono divertenti e intrattengono ma non sono mai epiche.

Alla fine c'è di peggio, e se non vi dà fastidio l'accento messicano, la maschera di cera del protagonista, mani, teste e arti mozzati senza anestesia, l'espressività caramellosa di Lindsay Lohan e se volete rivedere dei vecchi amici come Steven Seagal e Don Johnson, buttate pure via un'ora e trequarti di tempo e i soldi del biglietto. C'è di peggio. Pero c'è di meglio. Per fortuna.

 

3 buono***

È stata la cosa più divertente che ho fatto senza ridere

3 pensieri riguardo “Visioni successive – Ma che te credi che tutti so' come Robert Rodriguez? Lascia un commento

  1. Ma vogliamo parlare del cellulare tirato fuori non dico da dove e dell'intestino usato come liana? Dai…sono chicche un po'. Che poi si tratti di una tamarrata fatta e finita non ci sono dubbi. Però è una tamarrata un po' nostalgica e un po' paracula. A me è piaciuto, anche se non ho gridato al miracolo ovviamente. E poi Danny Trejo è avanti secondo me…

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