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Visioni successive – Livello di attenzione: Il Dubbio

ildubbioApertura, titoli di testa, “oggi servi messa”: livello di attenzione, ammazza che palle (commento tecnico mio). Ho già il dubbio che sia una vaccata (ciò i testimoni, leggete qui)

Philip Seymour Hoffman, prete godereccio, esclama: “si guarda il mondo da una finestra”. Livello di attenzione: in verità, Philip, in verità ti dico che il mondo si guarda da un oblò, come cantava Gianni Togni.

Parte la messa, un ragazzino suona la campanella mentre il prete predica in latino. Livello di attenzione: nella sala accanto Tom Cruise cerca di ammazzare Hitler tra esplosioni e ammazzamenti. Ho il dubbio di aver sbagliato film.

Una musica strana echeggia nella sala, mi ricorda un film di Moretti; Seymour Hoffman mette in mostra unghie da rapace, una passione godereccia per il cibo, un modernismo post Concilio Vaticano II; hol il dubbio che Meryl Streep sia levebriana… È lei che instilla il dubbio, con la sua aria retrograda e la sua ostilità verso una finestra aperta, se la prende con un pupazzo di neve della pubblicità, anche la penna a biro è un nemico. Livello di attenzione: è il 1964 ma sembra di vedere Papa Razzo in tv al TG5 nei giorni nostri (oggi il TG5 è stato indecente, un uso degli aggettivi criminale, ndr).

Nella sala piena di dubbi i muri vibrano, Tom Cruise cerca sempre di ammazzare Hitler, potrebbe provare con uno dei nostri politici nazisti.

La scena del the nella stanza del direttore, le posizioni di potere cambiano, l’accusatore diventa accusato, è un confronto di epoche, l’oscurantismo contro…. contro cosa? Il dubbio…. il dubbio è che sia stata messa la cinepresa in mano ad un teatrante, anche bravo, capace di mettere in scena una semplice alternanza di primi piani, uno studente del DAMS del secondo anno saprebbe fare di meglio. Del primo no, ma del secondo anno, sì.

Finalmente entra in scena Viola Davis, candidata agli Oscar come Miglior Muco Non Protagoniosta. Brava, 5 minuti in scena, tanto muco sparso in giro, brava davvero.

Alla fine il dubbio rimane: Meryl Streep ha fatto bene? Ha molestato Amy Adams per averla vista in “Come di incanto”? Ma soprattutto, il dubbio che resta è: come ho fatto a farmi trascinare qui?

Titoli di coda, tra le voce c’è “stunt coordinator”… ma cosa diavolo serve lo stunt coordinator in un film su preti e monache che si svolge in una scuola cattolica?
2**
Ragazzi, state commettendo un grosso sbaglio.
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6 pensieri riguardo “Visioni successive – Livello di attenzione: Il Dubbio Lascia un commento

  1. guarda, sono stato indispettito da una regia cinematografica puerile, a mio avviso. La Streep è mostruosa, ed è il suo standard; Hoffman è mostruoso, ed è il suo standard; Amy Adams è bona e non è il suo standard visto che interpreta una suora; la sceneggiatura è interessante ma la regia fa pena. sempre a mio modesto avviso

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