Bottoms, recensione e migliori frasi
Bottoms di Emma Seligman dissacra la commedia adolescenziale americana, esponendone alla vista difetti e clichè, machismo e maschilismo, ma non lasciandosi mai andare a prediche didascaliche e facendoci ridere un sacco. La nostra recensione deve necessariamente tenerne conto in un anno in cui un film predicatorio e didascalico ha rubato lo sguardo e ha portato Greta Gerwig alla presidenza della giuria del Festival di Cannes.
Josie e Pj sono due amiche lesbiche all’ultimo anno del liceo. Non sono escluse dai giri più popolari per la loro omosessualità ma perché “omosessuali, brutte e prive di talento”. Sono segretamente innamorate di due cheerleader e quando investono con l’automobile il quaterback della squadra di football della scuola nel tentativo di difendere la sua ragazza, Pj e Josie diventano ancora più delle reiette. Presto si sparge la voce che abbiano trascorso l’estate al riformatorio. Cosi decidono di sfruttare la situazione e a scuola fondano un corso di autodifesa personale per ragazze. Hanno un solo obiettivo: rimorchiare e possibilmente sedurre le cheerleader.

Gia qui è chiaro il totale rovesciamento di classici del genere adolescenziale-scolastico a stelle e strisce: le due ragazze pensano solo a scopare come i protagonisti di Porky’s o American Pie e sfruttano una fake news da social per riuscirci.
Le vicende del corso di autodifesa personale si evolvono in una seduta di autocoscienza femminile in cui al centro non c’è più solo la violenza, ma la “zona grigia”, quelle piccole violenze e aggressioni in bilico tra un’avanche, un complimento ma vicine a essere una vera e propria aggressione, che tutte hanno subito. Si tratta di una deriva osteggiata da Pj e Josie, convinte che sia un ostacolo al loro vero “scopo”.
Così come l’abbiamo sempre conosciuta, la classica vita studentesca si snoda nell’attesa della sfida di football americano con la scuola rivale, elemento catalizzatore delle attenzioni di studenti e corpo docente, ma in Bottoms tutto assume toni parossistici al limite del grottesco: il preside pensa solo a vincere la partita, ai ragazzi della squadra è consentito di indossare sempre, anche a lezione, la maglie e le protezioni da gioco, gli atleti sono al centro di un’autentica campagna di mercificazione del corpo maschile su manifesti e striscioni sparsi ovunque nell’edificio scolastico, mentre le leggende sulla partita narrano di aggressioni, rapimenti e omicidi.

L’apoteosi del totale ribaltamento delle premesse è l’episodio dell’attentato al quaterback, reo di aver tradito la fidanzata/cheerleader, aggressione che, iniziata con il semplice lancio di carta igienica sulla casa del fedifrago, finisce con l’esplosione della sua automobile mentre il ragazzo, ignaro di cosa sta accadendo di fronte alla sua abitazione, canta e balla con trasporto Totally Eclipse of the Heart, classico della commedia romantica qui estrapolato dal suo contesto classico di seduzione e innamoramento. Tutto della commedia adolescenziale è stato gonfiato a dismisura per rivelarne l’assurdo e il potenziale comico nascosto dietro i cliché sedimentati nel tempo, dimostrando di conoscere bene la storia della commedia, sfruttando anche gag classiche come le battute della voce dell’altoparlante della scuola, stile Mash o L’aereo più pazzo del mondo. Sotto gli strali dei personaggi finiscono anche il femminismo e il politically correct, evidenziandone le derive, ma senza mai perdere il baricentro del sostegno e dell’accettazione. Insomma Bottoms è la cosa più divertente che ho visto ridendo di quantyo fanno schifo gli uomini.
Bottoms riunisce la regista di Shiva Baby, Emma Seligman, con la protagonista di quel film, Rachel Sennott, che insieme firmano anche la sceneggiatura. Josie è interpretata da Ayo Edebiri, ammirata in The Bear.
Centrando con grande precisione la presa in giro di un sistema scolastico, sessuale, relazionale e poi ancora di più sociale, Emma Seligman è sempre di più la regista e sceneggiatrice da seguire. Speriamo non arrivi la Marvel a proporle qualche supereroe femminile da resuscitare, uccidendone la creatività.
Per il ribaltamento della commedia adolescenziale americana, la satira sul machismo e tutti i luoghi comuni sui giovani ipervitaminizzati e ipersessualizzati che abitano le scuole americane, l’ironia spietata del femminismo e del politically correct, sostenendone però le ragioni, con intelligenza. Bottoms è semplicemente meraviglioso e ho riso pure tanto.
****½ Fa un po’ di tutto, anche se tutto quello che fa è bello ma inutile, un po’ come la matematica pura: magari non serve, ma è sublime.
Ecco le migliori frasi e citazioni di Bottoms
Le migliori frasi e citazioni di Bottoms
Mia madre dice che per fare affari basta urlare
A volte quando hai un nuovo hobby, non presentarti
Se continua così possiamo mettere le dita l’una dentro l’altra. Svegliati scema.
Avevamo la stessa babysitter, PJ la chiamava Gayoda
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