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Tagle migliori frasi

Frankenstein di Guillermo del Toro – Mostri, padri e cattivi maestri su Netflix

Netflix ha deciso di metterlo in catalogo il 7 novembre, dopo un “passaggio tecnico” in sala: due proiezioni contate, giusto per dire che sì, è uscito anche al cinema.

Peccato, perché il Frankenstein di Guillermo del Toro è tutto ciò che un televisore non riesce a contenere: un film da schermo enorme, da pelle d’oca e velluto, da luci che fanno rumore, colori che ti restano attaccati addosso come brividi.

The Running Man – TikTok 3x, paranoia e sudore artificiale. Recensione, migliori frasi e citazioni

Non so voi, ma io a metà film ho cercato il telecomando per mettere pausa. The Running Man di Edgar Wright va così veloce che ti senti dentro un algoritmo impazzito di TikTok: tagli, luci, urla, pubblicità, hashtag, cazzotti, propaganda, droni. È un film che corre talmente tanto che a un certo punto ti dimentichi di essere al cinema e ti ritrovi su TikTok a velocità 3x, mentre l’AI decide se farti ridere o piangere.

Mr. Scorsese – Il Santo Patrono del Cinema si confessa

C’è un momento in Mr. Scorsese, il nuovo documentario in cinque puntate diretto da Rebecca Miller (figlia di Arthur, moglie di Daniel Day-Lewis, quindi sì: il livello di cinefilia genetica è tipo DNA Criterion Collection), in cui qualcuno,  dice una cosa che ti apre lo sterno come una lametta: “È un sensualista ma lavora come un minatore. E ha la vocazione dell’uomo di chiesa. E nel caso di Marty capisco che questa è la sua cocaina”. 

Il lato oscuro del Boss: recensione, migliori frasi e citazioni da Springsteen: Liberami dal nulla

Springsteen: Liberami dal nulla è la storia di quando il Boss ha smesso di fare l’eroe da stadio per diventare un uomo con la chitarra e i nervi a pezzi. Jeremy Allen White lo interpreta come uno appena uscito da un ristorante ma ha la fame dell’anima. Scott Cooper lo filma come un poeta folk in crisi di mezza età che cerca la luce tra i demoni — e finisce per trovare solo più ombra. Ma che ombra meravigliosa.

Alien: Earth – Noah Hawley porta lo xenomorfo su Disney+ (e pure dal terapista)

Ve lo avevano detto: mai portare lo xenomorfo sulla Terra. Tabù assoluto della saga, da Ridley Scott in giù. E invece Noah Hawley, l’uomo che con Fargo ha trasformato il Midwest in un luna park di sangue e con Legion ha fatto trip mentale su trip mentale, ha deciso che era ora di giocarsi la carta proibita. Risultato: Alien: Earth, serie Disney+ che prova a mescolare Ridley Scott e Blade Runner, Musk e Zuckerberg, maternità tossiche e cyborg in transizione con l’anima di un bambino. Un caos? Certo. Funziona? Incredibilmente, sì.

I peccatori: Ryan Coogler reinventa l’horror tra blues, razzismo e diavoli in IMAX. Recensione e migliori frasi

Ci sono film che iniziano piano e poi esplodono. Sinners – I peccatori invece parte già con la tromba del jazz che ti trapana il cervello, e non ti molla più fino alle prime luci del mattino. Ryan Coogler prende l’horror, lo immerge nel Mississippi del 1932 e ci butta dentro Michael B. Jordan, la sua ossessione di sempre, diviso in due gemelli che sembrano un prequel dark su Clemenza e Tessio.

Una scomoda circostanza: Aronofsky fa il gangster, Austin Butler vomita e il gatto vince su tutti (recensione e migliori frasi)

Darren Aronofsky torna dietro la macchina da presa con Una scomoda circostanza – Caught Stealing, un film che mischia noir, gangster movie e commedia nera, fratelli Coen e Guy Ritchie. Ambientato nella New York malata e zozza del 1998, il film segue Hank (Austin Butler), un ex promessa del baseball diventata barista, che finisce in una spirale di mafie russe, criminali rabbini e assassini chiacchieroni portoricani solo per colpa di un gatto. Un cast stellare (Zoe Kravitz, Matt Smith, Regina King, Vincent D’Onofrio, Liev Schreiber) per un Aronofsky che prova un cinema ad alti ottani e riesce a metà.

La Marvel sotto Lexotan: I Fantastici 4 – Gli Inizi. Recensione e migliori frasi

Belli i vestiti, bella la tecnologia, bella la Kirby, bello pure Johnny Storm, bella l’estetica anni ’60 stile I pronipoti di Hanna & Barbera, bella la cassapanca, bella la boiserie, ma la trama de I Fantastici 4 – Gli Inizi non è pervenuta: è così piatta che pare una serata su Rai Premium. La sceneggiatura sembra scritta col generatore automatico “cose-che-succedono-F4-basito”. Gli eventi si susseguono senza tensione né un vero scontro tra eroi e villain: succedono “cose” e i buoni vincono in modo fin troppo facile, senza nemmeno un autentico dubbio morale (non vorrei ora tirare fuori Il Cavaliere Oscuro o Logan, quando la lotta è etica, morale, di visione del mondo, non basta l’ossessiva ripetizione della canzone “We Are a Family”).