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Stranger Things: le sette canzoni simbolo che tutti ricordiamo ancora


Quali sono le canzoni più iconiche di Stranger Things? Da Kate Bush ai Metallica, ecco i brani che hanno definito la serie e rivoluzionato la cultura pop degli anni ’80.

Nel mondo costruito dai Duffer Brothers le canzoni sono un potente mezzo per viaggiare nel tempo e, dal punto di vista narrativo, creano quel legame forte con il mondo di sopra, fatto di amicizia, gelati, giochi, amore, emozioni, famiglia mentre si sta combattendo contro l’oscurità rappresentata dal Sottosopra. Sono la DeLorean verso l’adolescenza dei genitori che guardano con i figli le avventure di questi ragazzini degli anni Ottanta, un po’ Goonies, un po’ It e Stephen King, un po’ noi tutti.

Le quattro stagioni di Stranger Things hanno quattro momenti-totem, quattro scene che non puoi ricordare senza ricordare la canzone. Dai Clash che salvano Will alla malinconia anni ’80 del ballo scolastico; da Kate Bush che strappa Max dal baratro al metal urlato contro i pipistrelli dell’inferno.

Ecco le sette canzoni più iconiche della serie, quelle che hanno fatto collassare Spotify e il nostro cuore.

1) “Running Up That Hill (A Deal with God)” – Kate Bush

Stranger Things ha riportato in testa alle classifiche questo classico degli anni Ottanta grazie alla potentissima scena in cui Max lotta contro Vecna. Il brano e la sequenza che ci hanno ricordato di ricordare i momenti belli, quelli che combattono l’oscurità di tutti i giorni. Al “I’m still here” finale non potete non singhiozzare. 

Pro: dire “io la ascoltavo prima di Stranger Things”.

Contro: se la riduci a “canzone anni ’80 figa”, hai sbagliato serie.

2) “Should I Stay or Should I Go” – The Clash

Ogni fratello maggiore fa scoprire della buona musica ai più piccolo. È una legge della vita e della famiglia. Così accade tra Jonathan e Will Byers, con la cassetta “con tutta la musica migliore”, contenente Bowie, Clash, Television. Il regalo più importante è poterla suonare mentre i genitori litigano, ma Should I Stay or Should I Go è anche un messaggio in bottiglia:  “mi hai rapito un mostro ma sono ancora qui”, è teenage angst + demogorgone.  

Pro: pura essenza anni ’80.
Contro: devi avere la pazienza di “mettere il nastro” nel walkman.

3) “Master of Puppets” – Metallica

Quando Eddie attacca l’assolo nel Sottosopra parte un’eclissi rock: il metal spacca, il cielo si apre, i pipistrelli tremano. Probabilmente il momento che ha trasformato Joseph Quinn in star planetaria: concerti con i Metallica, la Marvel, Il Gladiatore II, probabilmente ora la star più grossa uscita dalla serie tv Netflix.  

Pro: colonna sonora perfetta per far uscire fuori di testa lo stregone oscuro.

Contro: il metal è una creatura nobile. Occhio a usarlo a sproposito.

4) “The NeverEnding Story” – Limahl

La scena: Dustin Henderson e Suzie Burtillo cantano questo pezzo al walkie-talkie mentre tutti ascoltano e intanto scappano dal MindFlayer o stanno cercando di sabotare la base sovietica sotto il centro commerciale. Insieme fanno un “ok-ci siamo” mentre il mondo crolla intorno: goofy, cult, indelebile. Del resto Dustin che dice “oh shit” prima di attaccare con “Turn around…” dice tutto. 

Pro: meme pronto per l’uso.
Contro: dentro la custodia del telefono ho un foglietto con la costante di Planck. Non si sa mai.

5) “Separate Ways (Worlds Apart)” – Journey (remix)

Non è solo “quel pezzo che ricordi dai tempi dell’aperitivo”: è stato remixato apposta per la serie e accompagna il momento in cui i nostri eroi mettono in atto il piano per sbarazzarsi di Vecna. Max farà da esca e mentre ascoltiamo e li guardiamo capiamo che niente sarà più come prima. 

Pro: 80s arena rock + remix contemporaneo = ibrido nostalgia/futuro.

Contro: tutto quel dramma in 20 minuti… mi fa ribellare i peli.

6) “Time After Time” – Cyndi Lauper

Quando la serie decide “ok, è tempo di ballo, malinconia, sentimenti adolescenziali anni ’80”. Time After Time entra come abito elegante con spalline oversize. Nancy invita a ballare Dustin e tutte le coetanee del ragazzino iniziano a guardarlo in un altro modo. 

Pro: dolceamara come un diario segreto del ’85, durante il ballo in combo con Every breath you take è devastante.

Contro: rischio picco glicemico. 

7) “Can’t Fight This Feeling” – REO Speedwagon

Il lento-rock che ti accompagna mentre Mike e Undi fanno quello che gli adolescenti fanno quando gli ormoni sono in tempesta e papà Hopper che si rigira nel letto chiedendosi “perché proprio a me?”.

Pro: perfetta atmosfera da “carpe diem con i superpoteri”.
Contro: presa senza ironia, perde mezzo significato.

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