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Prima visione/Into darkness Star Trek: Benedict, Indiana Jones e Guerre stellari per riportare l’universo in equilibrio

into darkness startrekCosì ci siamo. Sedotti e abbandonati i fan di Star Trek si ritrovano in mano probabilmente l’ultimo film di JJ Abrams prima del tradimento e il trasferimento alla Juventus… Ops scusate il passaggio al Lato Oscuro ovvero la direzione della terza trilogia di Star Wars. Un’ultima copula prima che la franchigia passi di mano.
[Spoiler Alert]Un terrorista attacca il comando della Flotta Stellare, uccide il mentore nonché figura paterna di James T Kirk, Ammiraglio Pike. Travolto dalla brama di vendetta – un po’ come Anakin Skywalker che vuole uccidere gli assassini della madre – Kirk lancia l’enterprise in una caccia all’uomo che li spingerà sul pianeta natale degli acerrimi nemici della Federazione, i Klingon.
Into darkness – Star Trek sviluppa la trama dei più classici casus belli: c’è un terrorista, sembra ispirato e mandato dal nostro nemico giurato, noi attacchiamo il nostro nemico per avere giustizia ma in verità il terrorista è uno dei nostri. Cazzo, sembra la trama de La guerra dei cloni. Poi diventa qualcos’altro: anche un terrorista doppiogiochista ha i suoi motivi per fare quello che fa e spesso sono ragioni così profonde e umane per le quali possiamo provare empatia.
La cosa che funziona in Into darkness – Star Trek è tutto quello legato all’interazione umana e allo sviluppo di relazioni difficili, accidentate, con dei salti in avanti e brusche interruzioni tra i protagonisti. La materia oscura che tiene insieme la galassia di Star Trek di JJ Abrams è l’amicizia, una relazione di lavoro (perchè l’equipaggio dell’Enterprise è un gruppo di colleghi) che si basa fortemente innanzitutto su una componente umana di amicizia e sul senso di appartenenza a una tribù che condivide avventure. Lo stesso nostro nemico giurato risponde a un sistema di valori simili (il terrorista che lotta per salvare il suo equipaggio) mentre il vero nemico è colui che ha messo a repentaglio questa rete per perseguire un obiettivo criminale.
Questo sistema di valori, benché elementare, è il cuore il film, il suo propulsore a curvatura. La Forza che tiene insieme l’universo e non sopporto la tua mancanza di fede. Ops, scusate.
Piccola digressione. I film di fantascienza e sui supereroi, grandi blockbuster e galline dalle uovo d’oro per i grandi studios, stanno subendo – è ormai evidente e non lo scopro certo io – una mutazione genetica da anni. Sembra non basti l’azione ma di volta in volta sono generati come fossero una commedia (Iron Man), un thriller iperrealistico o vattelapesca. Dice che la gente vuole emozionarsi, ridere, affezionarsi ai personaggi e la sola azione non basta. So’ d’accordo. Quelli che ho citato e quelli ai quali il riferimento è più che evidente sono tra i miei film preferiti. Però in molti casi sono situazioni semplici che coinvolgono emozioni complesse.
Into darkness – Star Trek complica un universo stilizzato e futuristico con una vicenda da spy story in una tempesta di emozioni e intrecci. Per farlo mantiene tutto allo stato elementare: io sono amico tuo ma tu te me freghi perche sei un vulcaniano; io ti amo ma tu non capisci l’universo femminile, la mia spiccata sensibilità, si contrappone al tuo gretto materialismo maschilista… Io sono un professionista ma non capisci che ti voglio bene e ti amo virilmente perche sei il maschio alfa; io ti odio ma in fondo siamo due facce della stessa ipocrisia. Iol sono destinato a riportare equilibrio nell’universo ma prima trombo, ammazzo e me la spasso con Palpatine.
Per tutto questo, la sceneggiatura è pregna di spiegoni di situazioni e di emozioni che un po’ appesantiscono la storia, ma generando l’ossimoro che, per tenere tutto insieme, è tutto troppo ovvio e telefonato. Se poi ci mettere che il cattivo in questione è Khan e che la vicenda a un certo punto addirittura ripercorre quella di uno dei film della serie classica, capite infondo che tutto diventa prevedibile. Manca solo Yoda.
Ma. Come in tutte le storie c’è un ma. Qualcuno ha detto – penso in un film – che tutto quello che viene detto prima del “ma” non conta. Into darkness Star Trek adempie perfettamente al suo compito: intrattenere. Parte fortissimo citando Spielberg e il suo primo Indiana Jones: Kirk ha rubato un oggetto sacro a una tribù primitiva in un non meglio identificato pianeta e corre a perdifiato in una foresta. Siamo subito in media res: Spock nel frattempo si cala in un vulcano per raffreddarlo e scongiurare la sua esplosione. Ogni tanto c’è una perdita di ritmo, come nel propulsore a curvatura di Scottie ma Abrams riesce sempre a recuperare la velocità che gli serve. Inseguimenti, sparatorie, vedi un po’ meno di quanto ti aspetti battaglie spaziali, alcune sequenze potenzialmente promettevano molto e potevano essere più incisive – penso a quando [Ari-spoiler alert] Khan e Kirk si lanciano nello spazio in mezzo ai detriti dell’Enterprise, francamente mi aspettavo una scena più spettacolare.
E un po’ te lo aspetti fin dall’inizio, guardando quel manifesto in cui Uhura, Kirk e Spock sembrano le Charlie’s Angels, phaser in pugno.Poi c’è Benedict Cumberbatch. Non è la prima volta che mi stupisce e chi lo haq visto ne La talpa mi può capire. Qui tiene la scena con la potenza di una voce che la metà basta a farsene venire tutte le femmine in sala. A proposito: 3d completamente inutile e lens flair sempre presenti (anche qui spunto spielberghiano che Abrams sta coniugando al parossismo)

forrst gump**** La vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai cosa ti può capitare

One thought on “Prima visione/Into darkness Star Trek: Benedict, Indiana Jones e Guerre stellari per riportare l’universo in equilibrio Lascia un commento

  1. lingua originale? se fanno doppiare un altro film della madonna a Favino, brucio il centro doppiaggio a colpi di molotov istigango al NO TAV..cmq che JJ succhiasse alla mammella gravida di zio Steven gia si percepiva con Super 8..speriamo non esca il figlio scemo che a 18 anni due giorni dopo la patente ti sfascia la macchina :V

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