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Meseottobre 2018

Millennium - Quello che non uccide

Quello che non uccide… vi farà cascare le palle. La recensione ubriaca di Millennium 2 (o 5? Boh)

Lisbeth Salander è un giustiziera, una vendicatrice, la dea protettrice delle donne, delle figlie, delle mogli, delle prostitute maltrattate, stuprate e picchiate di Stoccolma. Ed è stato un cattivo a crearla così, un altro uomo, un predatore, un violento, un padre crudele. L’apertura di  Millennium – Quello che non uccide mostra le violenze paterne subite da Lisbeth e sua sorella, Camille. 

Ora, quando entra in azione, Lisbeth è truccata forte perché il regista Fede Alvarez deve far dimenticare uno dei casting sbagliati più clamorosi degli ultimi anni: Claire Foy, come dire prendere la regina Elisabetta e farle interpretare una hacker spaccaculi in senso metaforico ma anche e soprattutto in senso esplicito. Mentre si accendeva una sigaretta e tratteneva la sua prima vittima a testa in giù, io me la immaginavo prendere il tè con il principe Filippo o andare a spasso per i boschi della Scozia coi cani e il fazzoletto in testa.

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7 Sconosciuti a El Royale – E le tette di Chris Hemsworth battono quelle di Dakota Johnson

Ci sono un vecchio prete, un venditore di aspirapolvere, una cantante di colore e una cafona hippie in un albergo costruito esattamente al confine tra California e Nevada. Basta fare un passo a sinistra e sei nello Stato del sole oppure un passo a destra e sei protetto dalle leggi sul giuoco d’azzardo e i liquidi del grande Stato d’Argento. Non è una barzelletta, ma 7 Sconosciuti a El Royale, il nuovo film di Drew Goddard con un cast niente male di facce scolpite, voci letali e femmine demoniache. 

Venom ovvero Tom Hardy che mangia pepite di pollo ancora surgelate

Eddie Brock (Tom Hardy) è un fighissimo giornalista televisivo molto bravo e sufficientemente cagacazzi. Lo capiamo subito perché ha la parlantina spiccia di uno yuppie di Wall Street che si sforza di parlare gggiovine e legge sempre quello che ha scritto su un taccuino che fa tanto Woodward e Bernstein. Cammina, guarda in camera e legge: Darwin aveva ragione, l’evoluzione vince sempre.

BlacKkKlansman

BlacKkKlansman: c’è poco da ridere, siamo nella merda – la recensione che non aspettavate

BlacKkKlansman non fa ridere per niente e il magnamose li tramezzini mentre pianifichiamo un attentato dinamitardo, il cameriere di colore che scuote la testa perché lo hanno mandato a portare i vassoi a un convegno del Ku Klux Klan, le chiacchierate intorno al biliardo insultando neri ed ebrei tracannando birra, le battute stupide su donne-politica-guerra di chi sembra avere un cromosoma in meno eppure ha il diritto di voto, gli scherzi telefonici a un leader suprematista con le risatine dei colleghi in sottofondo, le proiezioni di Nascita di una nazione con la ola e il pubblico chiassoso come trovi a Roma sud o a qualche multisala sperduta chissà dove, sono tutti momenti leggeri che la pioggia si porta via, lasciando il lerciume delle anime e i mille nodi irrisolti che paghiamo e scontiamo ancora oggi.