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Te lo do io il recap/ Game of thrones 3×3/Walk of punishment

Brynden-Tully-Game-of-ThronesMozione d’ordine
Quelle che seguono sono  delle note seguenti alla visione del terzo  episodio della terza stagione di Game of thrones. Se avete intenzione di aspettare le trasmissioni in italiano è meglio che non leggiate; se non avete letto il libro forse è meglio che non leggiate.

Cosa è successo?
Partiamo con il rito funebre per Hoster Tully, Signore di Delta delle Acque, padre di Catelyn e nonno del re del nord, Robb. Capiamo subito che il primogenito è un imbranato perché non riesce a centrare con una freccia infuocata la piccola barca con cui il lord è stato riconsegnato al fiume. Ci penserà il fratello, il Pesce Nero introducendo così un nuovo personaggio molto interessante. Dopo, Robb si incula a sangue lo zio perché non ha eseguito gli ordini.

Ci spostiamo ad Approdo del Re dove Tywin sta tenendo una riunione del Consiglio intorno a un tavolo rettangolare insieme a Pycelle, Varys, Baelish, Cersei e Tyrion. Bellissima la scena in cui la regina sposta la sedia dal lato lungo vicino ai tre consiglieri per metterla di fianco al padre. A questo punto anche Tyrion sposta la sua, poggiandola al capotavola dal lato opposto a Tywin e Cersei. Scena molto sottile e acuta per sottolineare delle diversità che si stanno marcando tra i Lannister.

In tre quadri molto veloci vediamo Brienne e Jamie che, ormai prigionieri, continuano a duellare verbalmente, ritroviamo Aria che si avvia a marciare con la Fratellanza senza vessilli, Cat ricorda con lo zio il padre appena morto ammirando lo splendido paesaggio di Delta delle Acque (leggendo il libro me lo ero immaginato esattamente cosi), poi la giovane moglie di Robb che cura dei giovanissimi Lannister prigionieri confermando le leggende su Robb, scena che credo serva solo a preannunciare alcune cose che avverranno.

Poi siamo al nord, i bruti si preparano a marciare sulla Barriera mentre i Guardiani della Notte sopravvissuti trovano riparo nella casa di Craster, anche qui annunciando cn gesti ed espressioni del volto che qualcosa brucia sotto la cenere. Mormont è fisicamente provato.

La vicenda di Theon comincia ad assumere contorni inquietanti: il suo liberatore sembra tutto tranne che uno sprovveduto, senza contare che si tratta del Simon dei Misfits quindi da un momento all’altro potrebbe saltare da una torre all’altra di un Castello in bicicletta o viaggiare nel tempo.

Vediamo Melisandre e Stannis, con il re che gli parte l’ormone e la sacerdotessa rossa che lo umilia (Stannis: “Ti desidero” –Melisandre: “Il tuo fuoco brucia basso, Mio Re”) che fa il paio come momento comico con la successiva iniziazione al sesso di Pod, in cui sfilano 4 prostitute di Baelish completamente nude di fronte al giovane vergine, ma soprattutto è divertente la scena successiva, quanto nello stupore di Bronn e Tyrion Pod rivela che la meretrici non lo hanno fatto pagare. E se l’incontro dello stesso Tyrion con Baelish ci introduce al tema della finanza a Westeros – con il piccolo Lannister nominato Maestro del Conio – la successiva spiegazione di come funziona la finanza creativa di Ditocorto da parte di Tyrion a Bronn ci illumina su questi nostri tempi: “Paghiamo un interesse su un debito che non riusciremo mai a ripagare”. Lascio per ultimo il momento di Daenerys, in cui la regina dei draghi è sempre più sicura di sé, battaglia con i consiglieri vecchi e nuovi e mette in piedi un piano per il futuro.

Come è stato?
Una puntata piena di sfumature e sottolineature diretta dai produttori esecutivi nonché ideatori della serie Benioff e Weiss che hanno così fatto il loro esordio dietro la macchina da presa. Esordio folgorante con un bellissimo piano sequenza nella scena del rito funebre in cui anche gli attori sono stati diretti benissimo, con Cat che abbassa gli occhi al primo errore del fratello, il Pesce Nero che scalpita al secondo e Robb che ride al terzo.

Poi la scena della sedia su cui mi sono soffermato anche nel paragrafo di riassunto. Finalmente una scena non dialogica ma essenzialmente simbolica: Cersei si pone in maniera arrogant, alla destra del padre mentre Tyrion va all’opposizione, sul lato opposto del tavolo, allontanandosi dai consiglieri Baelish, Picelle e Varys, marcando la sua diversità anche rispetto a loro, trascinando la sua sedia e quindi infastidendo i presenti.

Continuano a rubare la scena le schermaglie tra Brienne e Jamie che dall’acciaio si sono trasferite alla parola ma lo Sterminatore di Re inizia a mostrare un lato umano quando salva la vergine di Tarth dallo stupro di gruppo, ma non riuscirà a salvare se stesso dal destino riservato alla mano destra. Il nostro amato Simon salva dallo stupro Theon, confermandosi personaggio enigmatico che sta lasciando anche me a bocca aperta in quanto fuori dal raggio dei libri che ho letto fin qua (sono fermo a I guerrieri di ghiaccio). Qui c’è una citazione: la scena in cui Reek uccide l’ultimo soldato che dava la caccia a Theon ricorda tantissimo quando ne La compagnia dell’anello l’orco dà il colpo di grazia a Boromir/Sean Bean. Citazione anche per Daenerys che quando Missandei ricorda Valar Morghulis risponde: “Tutti gli uomini devono morire… ma noi non siamo uomini”, anche se io penso che lei si riferisce a se stessa più come drago che come donna. Qui c’è un altro paio di sequenze meravigliose. Metto da parte quella della contrattazione in cui Daenerys, a differenza del libro, si mostra ormai completamente in controllo nel suo ruolo, cosa che conferma anche quando rimprovererà Mormont e Selmy di averla contraddetta in pubblico. È la walk of punishment che stupisce, la lunga strada ai piedi dell’Arpia dove gli schiavi ribelli sono lasciati morire per crocifissione

Nel complesso è stata anche una puntata abbastanza fedele ai libri ma devo dire che fin qui le scorciatoie trovate dagli adattatori sono tutte ben studiate. Devo dire che da lettore, mi dispiace che spesso lo stupore per le novità ostacoli il gusto pieno di poter assaporare le vicende.

C’è la fica?
Quanta te ne pare. A parte la rossa che lavora per Ditocorto che abbiamo imparato a conoscere; la scena dell’iniziazione di Pod è questi porno ma soprattutto c’è lei, Missandei.

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La battuta
Rhaegar fought valiantly, Rhaegar fought nobly, Rhaegar fought bravely. And Rhaegar died

La curiosità
La sigla finale è una versione punk della canzone “tradizionale” di Westeros The Bear and the Maiden Fair, cantata dai The Hold Steady.

6 pensieri riguardo “Te lo do io il recap/ Game of thrones 3×3/Walk of punishment Lascia un commento

  1. grassissima puntata. mi sarò rivisto 10 volte la scena della tavolata della gente allegra, da sempre piu ragione a Freccero sul fatto che le serie Tv ormai stanno pian piano appianando il divario col cinema in quanto a qualità e impegno di “artigiani del mezzo”..comunque son contento che nel cast abbiano tirato su oltre allo zompettevole Simon, anche Noah Taylor in qualità di Vargo Hoat anche se fin ora non gli hanno dato un nome…ma lo ZACHCCHCHCC finale e’ gnammoso.
    Si comunque si vede che ridurre la distanza tra culo e cervello dal punto di vista della produzione/regia aiuta e non poco…ma in questa stagione ce n’è ce n’è nonostante non siano i due libri piu entusiasmanti a tratti

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    • stavo in autobus e mi sono scese le lacrime quando ho visto il trailer di man of steel con zimmer che zimmera. mancava solo oldman che sospira “he’s a watchful protector… a dark knight”

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  2. contando che insieme forse solo a lanternino verde e’ il supperreroe mascherato che mi sta piu sul culo (non che la DC brilli in generale…) mi accingo a preparare le mutandine con hello kitti ed il trucco da lolita giappo…anche se aspetta…anche transformers 2 e amazing spiderman m avevano fatto lo stesso effetto….solo le mutandine ‘sto giro va…teniamoci basso profilo

    poi comunque semmai a salvare il pianeta pacific rim coi robottoni piuuu piuu bhrumgaaam e elysium con jodie foster di zazzera munita che fa sangue ‘nacifra :V

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  3. ah..spulciando in giro ho visto che Noah Taylor non e’ Vargo Hoat ma il cavaliere Locke uno dei vassalli degli Stark…e quindi belli belli han segato via tutta l allegra combriccola di gentaccia che faceva capo a Hoat, se e’ sto Locke a tagliare la mano di Jamie….mmmmm

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    • peccato perchè poi mi sembra abbia mantenuto la parlata un po’ sbiascicata e anche l’allegra compragnia mi sembra proprio quella di Vargo…

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