Vai al contenuto

Visioni (di molto) successive – Generazione X

Avevo tanta voglia di rivedere La Messa è finita. Non solo per cercare un collegamento con Habemus papam come furbamente fanno credere a La7 per spingere l’evento, tra i due film non c’è alcun legame. Lo voglio rivedere perchè dall’ultima volta sono cresciuto, sono cambiato, e nella mia testa la storia di questo prete che torna a casa e ritrova dopo tanto tempo gli amici di un tempo, sembra un modo per fare una sorta di punto e capo della mia vita, fare i conti su quello che mi aspettavo di essere, e soprattutto cosa mi aspettavo dai miei amici.

Rivedendo il film è chiaro che questa lettura è forzata. La Messa è finita è un film generazionale, ma di quella generazione ma anche e soprattutto è un film personale di Nanni Moretti.

Non è un caso che i suoi amici siano esemplificativi, siano dei topoi assoluti. C’è l’amico che scriveva poesie ed è finito con il cuore spezzato che cerca di rompere tutti i legami con chi conosceva lui con la sua donna e gliela potesse ricordare. C’è l’amico che sembra inserito e di successo ma è gay, cerca il piacere nel Sacher e rischia di morire per la sua diversità. C’è il terrorista finito in carcere.

Poi, c’è la famiglia spezzata, soprattutto quella di Don Giulio. Ci sono i ragazzi del corso prematrimoniale, con la coppia che aspetta un bambino, e il sarcasmo di Luchetti. In un’Italia così ridotta, l’unica coppia che sembra funzionare è quella del prete spretato, aperta e progressista e con la quale Don Giulio ha il classico e morettiano rapporto di amore-odio, attrazione-repulsione.

Alla fine, risposte per i dubbi miei e della mia generazione forse non ce ne sono, ci sono le incertezze di quella che mi ha preceduto, di un prete che vuole essere umano come Gesù, vuole incazzarsi e stare tra i suoi simili malgrado i suoi pregiudizi (gli dà fastidio che il prete spretato viva con la sua nuova famiglia di fronte alla sua chiesa) ma non ci riesce, non riesce a capirli, non riesce ad accettarli, così decide di lasciarli e di andare lontano. Un rifiuto che chissà se è lontano da quello di Papa Melville di Habemus Papam. Quel che certo è che vedendo la faccia inebetita di Salemme penso a Milli e Scarpa e che ieri come oggi penso a quanti pessimi attori ha scelto Moretti.

*****

A volte c’è così tanta bellezza nel mondo, che non riesco ad accettarla…

One thought on “Visioni (di molto) successive – Generazione X Lascia un commento

  1. Piacere o non piacere ma Moretti è un grande del cinema italiano. Al pari di Scola e Monicelli, tanto per dire. E’ solo questione che arrivi a 70 anni.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: