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Visioni (di molto) successive – Il film che avrei voluto girare io se solo droga, alcol e sesso non mi avessero rincoglionito

oldboyC’era un blog che adoravo. Era uno dei migliori in circolazione fino a quando il suo autore, ohdaesu, lo ha chiuso. Era l’ottobre del 2008 e devo dire che questo personaggio bizzarro che scriveva recensioni divertenti e a volte anche sconvenienti è tuttora una delle mie fonti di ispirazione. Soprattutto mi chiedevo: “come cazzo gli è saltato in mente ‘sto nome impronunciabile?”.

Quasi due anni dopo mi imbatto in questo film che mi proponevo di vedere da tempo. Troppo tempo. La visione di Old Boy è di quelle che non si dimenticano perchè l’universo visivo del suo regista, Park Chan-wook, è di quelli capace di stupire per creare ogni singola inquadratura in modo che ti resti attaccata alla retina per molto più tempo di quello che possiamo racchiudere nella mera proiezione.Questo tizio sudcoreano ha diretto Lady Vendetta, Thirst e Mister Vendetta che a questo punto devo vedere quanto prima.

Questo uomo è Dio.

Per Old Boy bastano poche parole, quelle che disse Quentin Tarantino presidente di giuria a Cannes quando, premiandolo con il Gran Premio della Giuria, esclamò “è il film che avrei voluto girare io”. E io, Quentin.

Old Boy è una storia di vendetta ma è un film diverso, di un genere tutto suo; Park Chan-wook vuole sconvolgerci ad un livello che non è quello solito e abituale per un thriller e neanche per quello che è lo standard di un film drammatico. Il pulp, le scelte morali, la violenza si mescolano, si confondono. Park Chan-wook vuole provocare una reazione morale a una sollecitazione sanguinolenta. Ma soprattutto vuole che ogni inquadratura, ogni scena, sia epica, come solo Leone e Kubrick hanno fatto in precedenza. In ogni minuto è come se tutto fosse rallentato e la musica, la scenografia e le righe di sceneggiatura ti dicessero: “stringimi, guardarmi, ammutolisci, muori”. È tutto talmente stilizzato e perfetto che elencare le scene più belle sarebbe impietoso per ciò che non verrebbe citato. Su tutti, il duello tra il protagonista e una banda di criminali, girata tutta in un piano sequenza in carrellata orizzontale e che ricorda quei videogames degli anni Ottanta in cui l’omino guidato dal giocatore deve percorrere un tragitto uccidendo più cattivi possibile, e che ideologicamente ricorda il duello di Uma Thurman/La Sposa contro gli 88 folli.

Tutto il percorso del protagonista Ohdaesu è una linea continua in cui si confonde passato, presente e futuro, solo la sua prigionia è chiaramente incastrata una bolla nel passato sottolineata dagli inserti dei telegiornali in cui passano in carrellata gli eventi clou dei 15 anni in cui il protagonista è prigioniero. Fino a quando rinasce in una placenta rosso bordeaux con la forma di una valigia sul tetto di un grattacielo. E tutto il cinema di Park Chan-wook è un battesimo in grado di dare nuovi significati e nuove percezioni, talmente fisico che in alcuni momenti distinti ho avuto la chiara sensazione di percepire quello che sentiva il protagonista: quando riesce a mettere le dita fuori della sua prigione attraverso quel piccolo buco nel muro che è riuscito a scavare in 15 anni e sente la pioggia e lecca la pioggia e le sue lacrime di gioia si mescolano ad essa – io ho sentito quella pioggia e pianto quelle lacrime; e quando nel finale sanguinolento si infila un foulard in bocca per bloccare l’emorragia che lo soffoca – la gola mi si è chiusa e quasi sentivo la stoffa in fondo alla bocca. O i denti strappati con un martello. O le scatole viola con dentro macabre reliquie di nemici. O gli amplessi disperati di Mido, dolorosa percezione della peccaminosa perdizione che può portare solo alla perdita della ragione. E nel ripensare a tutto questo il mio pensiero va ai quattro polpi immolati per la gloria della settima arte. A voi, eroi, la nazione tutta è grata.

americanbeauty*****A volte c’è così tanta bellezza nel mondo, che non riesco ad accettarla…

5 buono
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2 pensieri riguardo “Visioni (di molto) successive – Il film che avrei voluto girare io se solo droga, alcol e sesso non mi avessero rincoglionito Lascia un commento

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